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31/07/2010, 05:30

Per lavorare è meglio
il diploma della laurea

Nel rapporto di Unioncamere i mestieri sicuri e le richieste delle aziende. Sacconi alle famiglie: informate bene i figli. Pole position: Ingegneria ed Economia uniche facoltà a tenere botta sul mercato.

L'Università la Sapienza Clamoroso per chi sta pensando di discutere la tesi o si appresta a sostenere alla ripresa autunnale il fatidico ultimo esame: in Italia, di questi tempi, per lavorare è meglio avere un diploma che esibire la laurea. E così, in un mercato occupazionale sempre più scarno, deludente e preoccupante, emergono figure assolutamente conosciute e rispetrtabili ma che non hanno certo bisgono del bacio accademico per affrontare il mercato. Ecco allora che si cercano, con una certa urgenza, infermieri, cuochi, esperti di marketing, farmacisti, informatici, ma anche meccanici, grafici, commessi, educatori professionali, parrucchieri, baristi e, naturalmente, idraulici. Peraltro un mestiere quest'ultimo, da sempre molto ricercato: anche al momento di pagare i conti. Nell'atipico borsino del lavoro sono ben 34 le figure professionali cui le aziende italiane danno la caccia invano, lamentando grandi difficoltà di reperimento. E sono 150.000 - segnala il rapporto Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro - i posti offerti per queste professioni «introvabili».

 A fronte di un tasso di disoccupazione nazionale viaggia intorno all'8,7 per cento. Sembra un destino beffardo all'interno di una situazione grottesca: chi cerca lavoro e non lo trova accanto a chi offre un posto di lavoro, ma non trova il lavoratore da assumere. Il ministro Sacconi ha cercato una spiegazione nel commentare il dato: «Il forte disallineamento tra domanda e offerta è un paradosso tutto italiano». E, sottolinea il presidente di Unioncamere Ferruccio Dardanello, «un paradosso che i giovani devono superare con una formazione allineata alle richieste del mercato». Infatti, per oltre 147.000 assunzioni le imprese segnalano forti difficoltà di reclutamento, pari al 26,7% delle entrate programmate nel 2010, «introvabili» in aumento di 6,2 punti percentuali rispetto al 2009. Difficoltà massima (48%) rintracciare i dirigenti, poco inferiore (35,5%) le professioni scientifiche e ad elevata specializzazione, come pure gli operai specializzati (35,2 per cento). La richiesta maggiore tra i profili di fascia alta resta quella di infermieri (4.500 assunzioni previste metà delle quali introvabili, soprattutto in Lombardia), ma anche gli addetti al marketing (1.300 quelli richiesti, la metà non si trovano), farmacisti (oltre 1.200 le richieste ma per 45,8% ci sono difficoltà), informatici (2.310, 41,6%), i commessi e agenti di vendita (entrambi in oltre mille unità, con una difficoltà del 40,8%).

C'è da dire, però, che anche nella fascia bassa non si scherza: le piccole imprese cercano con il lanternino montatori di infissi e fabbri, parrucchieri e aiuto-parrucchieri, pavimentatori, meccanici e idraulici. Molto richiesti anche i baristi (6.200 assunzioni, il 32% non si trova). Sono gettonatissimi gli aiuto-parrucchieri, introvabili per l'80% dei casi, Lazio in testa. Le 21 professioni di livello medio sommano una quota di 51.300 assunzioni, di cui ben 21.000 difficili. Ma non si trovano nemmeno i meccanici di autoveicoli (4mila posti, 2.900 resteranno vacanti) e praticamente impossibili (nel 91% dei posti), i riparatori e montatori di infissi, richieste che arrivano soprattutto da Lazio e Centro Italia. L'invito del ministro Sacconi alle famiglie è quello di prestare attenzione nell'optare per scelte formative dei figli basate su informazioni corrette e non convenzioni sociali. Il rapporto Excelsior segnala la disponibilità delle imprese ad assumere giovani (55% delle assunzioni programmate), ma più i neo-diplomati (57,1%) che non i neo-laureati (51,8%). Di qui un rafforzamento delle politiche di orientamento professionale, anche attraverso un portale aggiornato, e una campagna di rivalutazione del lavoro manuale. Tra gli indirizzi di studio, le assunzioni si concentreranno verso ingegneria (quasi 3.900 in pi— rispetto al 2009). La laurea in ingegneria, con oltre 20 mila assunzioni previste, supera quest'anno quella in economia (che comunque totalizzeranno 1.400 assunzioni in più) e diviene il titolo più richiesto nel nostro Paese.

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Marino Collacciani

31/07/2010

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