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30/07/2010, 17:26
Linea dura del presidente francese: attentare all'autorità pubblica deve portare alla perdita della cittadinanza. Giro di vite su rom e clandestini: a breve smantellati 300 campi nomadi.
Nuovo affondo del presidente francese, Nicolas Sarkozy, contro i criminali di origine straniera e i clandestini. Dopo l'annuncio che a breve verranno smantellati circa 300 campi nomadi nel paese, l'inquilino dell'Eliseo ha affermato che alle persone di origine straniera che commettono crimini sarà tolta la cittadinanza francese.
NEL MIRINO CHI ATTENTA ALL'AUTORITÀ - Sarkozy ha parlato a Grenoble, in occasione della presentazione del nuovo prefetto dell'Isère, l'area dove recentemente si sono verificati violenti scontri tra la polizia e i giovani di una banlieue, a seguito dell'uccisione di un rapinatore da parte degli agenti. "Non possiamo esitare a rivedere i motivi che possono portare alla perdita della nazionalità francese - ha affermato Sarkozy - che deve poter essere ritirata a tutte le persone di origine straniera che volontariamente attentano alla vita di un poliziotto o di chiunque altro rappresenti l'autorità pubblica". Inoltre, il presidente si è detto convinto che "per i minori che commettono atti criminosi, nati in Francia da genitori stranieri, la cittadinanza a 18 anni non dovrà essere più un diritto acquisito".
ROM E SANS PAPIER - Per quanto riguarda invece i "sans papiers", i senza fissa dimora che non hanno documenti, secondo il capo di stato hanno troppi diritti. "Mi auguro che si valutino i diritti e le prestazioni cui oggi hanno accesso gli stranieri clandestini - ha dichiarato Sarkozy -. Una situazione irregolare non può conferire più diritti di una situazione regolare e legale". Perciò, "devono essere rimandati alle frontiere". Sarkozy ha poi ribadito quanto annunciato nei giorni scorsi sui nomadi e i rom, e cioè che "dobbiamo porre fine allo sviluppo selvaggio dei campi. Sono delle zone al di fuori della legalità che non possono essere tollerate". A questo proposito, ha sottolineato che le strutture già oggetto di un'ordinanza del tribunale verranno smantellate entro la fine di settembre. Mentre, "per i campi su cui non c'è stata ancora una decisione dei giudici, faremo in modo che si intervenga al più presto. Entro tre mesi - ha concluso il presidente Sarkozy -, voglio che almeno la metà di questi accampamenti sparisca dal territorio francese".
30/07/2010