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    Alla fine del riquadro di spiegazione ne sarà proposta anche la traduzione in inglese, ripresa dal lemmario Italiano-Inglese del Ragazzini 2010.

28/07/2010, 15:58

Verdini: "Lasciare? Non vedo perchè"

Inchiesta sulla P3, il coordinatore del Pdl si difende dalle accuse: "Situazione paradossale". L'attacco a Fini: "Non mi ha difeso. Anzi, ha chiesto le mie dimissioni". Su Dell'Utri: "Non l'ho scaricato".

Denis Verdini in conferenza stampa "La P3 non esiste al mondo, io non so di cosa si parla e quindi non vedo argomenti che debbano indurmi a dimettermi. Non ho mai saputo nulla nè conosco le attività e le finalità, nè sono mai stato contattato da qualcuno". Così il coordinatore del Pdl, Denis Verdini, in una conferenza stampa, ha replicato alle accuse di un suo coinvolgimento nell'inchiesta sulla P3. Verdini ha sottolineato di trovarsi in una situazione "paradossale" in quanto indagato nonostante, ha ribadito, "non ho mai saputo nulla dell'associazione". Della P3, ha aggiunto Verdini, "non so niente però mi trovo invischiato in questa cosa" e "penso sia molto pericoloso per la democrazia parlare di un'associazione segreta di cui non conosco nulla". "Non so di cosa si parla - aggiunge Verdini - è inopportuno il casino nel quale mi trovo non essendo a conoscenza di niente". "Lo ha detto Berlusconi sdrammatizzando che siamo al ridicolo perchè devo tapparmi le orecchie e nemmeno con una pistola alla tempia potrei credere che queste persone sono la P3 - ha detto ancora Verdini - Qualcuno vuole fare strumentalizzazioni ma questa non è una cosa giudiziaria ma diventa politica".
 

GLI INCONTRI SULLE CANDIDATURE - "Nelle conversazioni tra Denis Verdini e gli altri appartenenti alla presunta P3 "parlo solo delle candidature, specificamente della Campania, e non del lodo Alfano". Lo afferma lo stesso coordinatore del Pdl sottolineando che "è il mio lavoro avere contatti e fare istruttorie su possibili candidati. La selezione dei candidati - ribadisce - è il mio lavoro". Dopo gli incontri sulle candidature, "mai più sono stato interpellato sul lodo Alfano: nessuno mi ha mai detto niente, nessuno mi cita. Con me nessuno parla di questo argomento". E dunque "è strano che io sia ricondotto alla P3 per queste cose".In ogni caso, conclude, "il lodo Alfano era l'argomento di tutti i giornali e di tutti i salotti".
 

SU CALDORO - "La candidatura di Stefano Caldoro a presidente della Regione Campania "si è svolta in modo trasparente", non c'è stato "nessun dossier su di lui ma un foglio giunto in via anonima al partito che è stato cestinato". Ha detto il coordinatore del Pdl. Verdini ha ribadito che le informazioni diffamanti su Caldoro non sono state prese minimamente in considerazione, "ci sono state alcune telefonate, tra cui una a Cosentino", ed è risultato che si trattava "di chiacchiere vecchie e di roba di nessun conto". Poi lo stesso Caldoro disse, "giurando sul suo onore, che non era vero niente".
 

DEBITI PER IL GIORNALE DI TOSCANA - "Sui soldi io parlo in modo semplice: ho una sola tasca da dove li tolgo e li metto ed ora in questa mia tasca ci sono i debiti che ho fatto per il Giornale di Toscana, soldi di gran lunga superiori rispetto a quelli di cui si pensa". Lo afferma il coordinatore del Pdl Denis Verdini nel corso di una conferenza stampa nella sede del Pdl. "Mi fa specie - prosegue - quando si parla di un imprenditore che fa soldi investendo in un giornale. Vi invito - dice rivolto ai giornalisti - a chiedere ai vostri editori quali sono i guadagni".
 

DELL'UTRI E' UN AMICO, MAI SCARICATO - "Dell'Utri è un amico fraterno, una persona perbene, io non ho scaricato nessuno perchè per farlo bisognerebbe che ci fosse qualcosa e non c'è niente". Denis Verdini, durante la conferenza stampa nella sede del Pdl, difende a spada tratta Marcello Dell'Utri e rispedisce al mittente l'accusa "che ho letto sui giornali" di averlo scaricato. "Non c'è nulla da scaricare", ha concluso Verdini.


L'EOLICO IN SARDEGNA - "Carboni l'ho conosciuto per la prima volta nel maggio del 2009, sapevo che era stato assolto dall'inchiesta sull'omicidio Calvi, e affari con lui io non ne ho mai fatti", ha puntualizzato Verdini, a proposito dell'inchiesta sull'eolico in Sardegna. "No ho mai sentito parlare di siti, di terreni e di società", ha ribadito. "Io ho messo in contatto due persone - ha concluso il coordinatore - ma non è successo nulla perché la Regione Sardegna non ha dato l'autorizzazione".
 

FINI NON MI HA DIFESO - "Mi dispiace che Fini non abbia tutelato un membro, come me, della Camera", ha detto il coordinatore. "È brutto che il presidente della Camera, il tutore della Camera chieda, direttamente o indirettamente, le dimissioni di un membro", ha aggiunto. No alla distinzione tra "prostitute da un lato della strada" mentre "dall'altro lato ci sono le vergini", dice poi con una metafora per rispondere alle accuse di finiani sul tema della legalità: "Queste cose possono accadere a tutti, soprattutto nei partiti", dice il coordinatore del Pdl. A giudizio di Verdini, "la legalità è una sola, non ha sfaccettature, e gli italiani non possono dividersi sulla legalità. Il partito degli onesti non può essere fatto, crollerrebbe subito strada facendo". Poi sull'ipotesi di lasciare il suo ruolo politico ha detto: "Non vedo nessuna argomentazione che possa indurre a dimettermi. Lo ripeto con orgoglio sulla P3 non ho idea di che cosa si tratti e non ne ho mai sentito parlare. Non capisco perchè dovrei dimettermi da coordinatore del Pdl, so che se ne discute, è legittimo. Io sto facendo questa conferenza stampa per staccare il partito da queste cose".


DOPO LA MANOVRA IL CHIARIMENTO COI FINIANI - "L'azione di Governo impone di andare avanti, c'è la manovra per restare in Europa". Ma subito dopo "serve un chiarimento con i finiani". Denis Verdini non fa date, spiega che l'Ufficio di presidenza per il redde rationem con i i finiani di cui si è scritto in questi giorni "non è stato ancora convocato", ma fa capire che subito dopo l'approvazione della manovra bisogna risolvere il rapporto con la minoranza interna "perchè non può durare in eterno" la conflittualità. Una situazione "difficile", dice il coordinatore del Pdl durante la conferenza stampa nella sede del partito, e "incomprensibile agli elettori: abbiamo sempre vinto, tutte le elezioni, e come sempre succede quando non c'è un'opposizione vera, nasce un'opposizione interna alla maggioranza". I giornalisti chiedono esplicitamente se l'intenzione è quella di 'cacciare' i finiani dal partito: "Mi pare che se uno non si trova bene, se non è d'accordo, se ritiene di non dover rispettare il mandato degli elettori, beh è una sua scelta, non mia".
 

 

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28/07/2010

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