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27/07/2010, 17:22
Chiusi l'Hollywood ed il The Club. Testimoniano showgirl come Francesca Lodo, Alessia Fabiani, Fernanda Lessa. Corona difende la Rodriguez: usata per gonfiare le indagini.
«Cinque persone agli arresti domiciliari, diciannove indagati e due locali assai celebri della Milano di vippini e veline - l'Hollywood di Corso Como e il The Club di Corso Garibaldi - posti sotto sequestro. Perquisiti anche il Just Cavalli di Parco Sempione, il the Beach e l'Hollywood bar di via Vittor Pisani. Il mix, edificante, è questo: droga e corruzione.
DROGA, VIP E LOCALI A MILANO - Nata dalla costola della vicenda Vallettopoli, l'inchiesta sui locali della bella vita sotto la Madonnina svela non solo un mondo di locali notturni in cui la droga è protagonista assoluta, ma dove spuntano storie di corruzione per avere licenze, permessi, indulgenza nei controlli. La droga, anzitutto. Come scrive il giudice per le indagini preliminari che ha ordinato gli arresti, Giulia Turri, il consumo di cocaina appare come 'una componente imprescindibile del servizio che viene offerto dai localì. E l'assunzione di queste sostanze è 'non solo tollerata dai gestori, ma anche favorita attraverso vari espedienti, quali, in particolare, la creazione di spazi riservati a tale finalità ed il controllo dei privè ad opera degli addetti alla sicurezza, garanti della riservatezzà. Così ai domiciliari finiscono Davide Guglielmini, 39 anni, e il 37enne Alberto Baldaccini soci delle società che gestiscono le due discoteche finite nel ciclone. Insieme a loro pure Andrea Gallesi, 42 anni, direttore dei servizi nel privè dell'Hollywood. Altri 9 sono indagati per questo filone. I fatti risalgono al 2007.
TESTIMONI FAMOSI - Tra i testimoni di questi rendez-vous quotidiani con lo sballo d'alto bordo ci sono i vip che popolano le riviste da spiaggia. Testimoniano showgirl come Belen Rodriguez, Francesca Lodo, Alessia Fabiani, Fernanda Lessa. O abituèe della Milano mondana come Pietro Tavallini che racconta di questo modo in cui, sintetizza il Gip 'il consumo della di sostanza stupefacentè è 'una pratica abituale e di fatto protettà.
Nella documentazione a supporto rientra anche un servizio delle Iene, del 16 aprile del 2007, in un cui la telecamera nascosta riprende le confessioni di un pr del locale, e per questo perderà il posto. A questo quadro, certificato anche dalle telecamere degli agenti piazzati nei bagni e nei privè, si aggiunge dell'altro.
FAVORI E MAZZETTE PER AMMORBIDIRE I CONTROLLI - L'indagine, coordinata dal sostituto Frank Di Maio e dal procuratore aggiunto Alfredo Robledo, svela anche un sistema di corruttela fatto di favori e mazzette per ammorbidire i controlli e favorire le pratiche degli amici. Per questo filone, 10 persone sono indagate (una è l'ex vicedirettore generale del Comune di Milano, Rita Amabile, per abuso d'ufficio), mentre finiscono agli arresti per corruzione, concussione e falso Rodolfo Citterio (all'epoca presidente del sindacato italiano locali da ballo) in qualità di componente della commissione di vigilanza, che verifica l'agibilità e la sicurezza dei locali pubblici, oltre ad Aldo Centonze, dipendente dell'ufficio del Demanio del comune di Milano. Citterio avrebbe chiesto mazzette per 'risolverè problemi, si lamenta del vicesindaco De Corato, che "rompe i c...". Per Centonze partecipazioni gratuite 'a serate e cene in locali notturnì per venir meno al suo dovere di pubblico ufficiale. Un quadro desolante su cui lo stesso sindaco Letizia Moratti vuol fare chiarezza. E c'è pure il siparietto degno di Totò: Citterio prova ad aiutare l'ex segretario della Commissione, Silvano Baselli, a imbrogliare in un concorso per diventare funzionario nel Comune di Milano. Pur con i risultati in mano, sbaglia. Ma i magistrati, ugualmente, presentano il conto».
LA TESTIMONIANZA - «Mi è capitato di fare uso di cocaina insieme ad altre persone tra cui Elisabetta Canalis, un tale Camillo Saviola, un certo Eliseo ed anche un tale Gianfri ed altre persone dello spettacolo, normalmente si tratta del cosiddetto giro del the Club». È quanto ha messo a verbale il 21 ottobre 2008 Karima M., una modella di origini parigine di 26 anni, sentita dal pm Frank Di Maio nell'ambito delle indagini su un giro di droga e di presunte mazzette nei locali della movida milanese, e che ieri ha portato agli arresti domiciliari cinque persone.
La testimonianza di Karima è contenuta nella richiesta di custodia cautelare che il pm ha inviato al gip Giulia Turri, che ieri a firmato i provvedimenti cautelari. Karima, dopo aver raccontato di essere arrivata in Italia un anno e otto mesi prima «con l'intenzione di fare la modella» e che poi per procurarsi da vivere si improvvisò ballerina di lap dance in un locale milanese finendo poi col prostituirsi, ha spiegato al pm di essere «una frequentatrice assidua del The Club», uno dei locali posti sotto sequestro ieri dalla squadra mobile «dove di droga ne circola parecchia». «Io frequento il privè del The Club - ha proseguito la ragazza nella sua testimonianza - ed i tavoli che lo compongono. In alcune occasioni, l'ultima poco prima dell'estate, mi pare maggio 2008, l'ho consumata ai tavoli del privè in quanto l'ho acquistata, naturalmente la cocaina, da un giovane di 27 anni, italiano, credo siciliano, che è notoriamente fornito di droga e la vende all'interno del locale ai clienti che gliene fanno richiesta; peraltro, al The Club esiste un vero e proprio passaparola mediante il quale i clienti riescono a procurarsi la cocaina».
CORONA SCAGIONA BELEN - Fabrizio Corona difende Belen Rodriguez, che, nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Milano su un presunto giro di droga e mazzette nel mondo della "movida" milanese, ha raccontato agli inquirenti di aver «fatto uso di cocaina», anche se mai dentro la discoteca Hollywood, nonostante le sia stato proposto più volte. «È una vergogna - si è lamentato Corona, che con Belen ha una relazione un pò 'tormentatà - che sia stato fatto il suo nome in questa inchiesta solo per 'gonfiarlà». Quando Belen ha sniffato cocaina, ha aggiunto Corona, «era solo una ragazzina. Ora ha un'immagine diversa ed è molto dispiaciuta per la "pubblicità che le è arrivata addosso con questa inchiesta". Riguardo alle indagini che hanno portato al sequestro dell'Hollywood e del The Club per il giro di droga che si era creato nei bagni e nei privè, il "fotografo dei vip" ha un'opinione netta: "È l'ennesimo scandalo, l'ennesima vergogna portata avanti dai magistrati che dovrebbero prendersela coi delinquenti veri". Secondo il 're dei paparazzì, che conosce molto bene le discoteche vip e la 'movidà di Milano, "i magistrati hanno chiuso l'Hollywood perchè è l'Hollywood, ma per il consumo di cocaina dovrebbero chiudere tutti i bar, le discoteche e le università della città". La cocaina, ha aggiunto, "sta ovunque, non solo nelle serate vip".
27/07/2010