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27/07/2010, 10:49
Panico alla Love Parade, una ragazza tedesca di 21 anni è morta per le lesioni riportate. È il ventesimo decesso. I feriti gravi sono 42. Accuse incrociate tra polizia, comune e organizzatori.
Le vittime della tragedia della Love Parade di Duisburg sono venti dopo il decesso di una 21enne tedesca, morta in seguito alle ferite riportate. La ragazza era stata ricoverata dopo la sanguinosa ressa di sabato che si è sviluppata nel tunnel che portava all'area che ospitava il raduno di musica techno. Oltre alle vittime, tra cui una ragazza italiana, la 21enne bresciana Giulia Minola, ci sono stati 511 feriti, di cui 42 gravi
SCARICABARILE SULLE RESPONSABILITÀ - Nella città tedesca erano accorsi quasi un milione e mezzo di giovani per l'evento, e lo spazio individuato dalle autorità era del tutto insuffciente a ospitare una tale massa di persone. Il sindaco di Duisburg, Adolf Sauerland non sarebbe mai stato avvertito di rischi alla sicurezza legati alla Love Parade. È stato lo stesso borgomastro a dichiararlo al quotidiano Rheinische Post. "Non ho informazioni di avvertimenti", ha dichiarato Sauerland, il quale ha voluto sottolineare che sta al comune verificare la fattibilità di manifestazioni. "È esattamente quello che abbiamo fatto coscientemente in questo caso". Il sindaco è però sempre più sotto pressione, un altro quotidiano tedesco, la prestigiosa Sueddeutsche Zeitung, insiste che la polizia di Duisburg aveva espresso i suoi dubbi in materia di sicurezza agli organizzatori e al comune, che però li hanno ignorati. "La polizia di Duisburg - ha detto un funzionario comunale al giornale - ha chiaramento comunicato i suoi dubbi in numerosi gruppi di lavoro e di discussione". Secondo la Sueddeutsche, anzi, il presidente della polizia locale, Rolf Cebin, ora dimessosi, si era apertamente opposto all'organizzazione della Love Parade proprio per dubbi legati alla sicurezza. Un terzo giornale, il Koelner Stadt-Anzeiger, aggiunge che le autorità hanno dato il via libera alla manifestazione solo all'ultimo momento, mentre polizia e vigili del fuoco avevano espresso perplessità molto prima che la Love Parade avesse luogo. Parole confermate dallo stesso ex capo dei vigili del fuoco di Duisburg, Klaus Schaefer, il quale, in un'intervista all'emittente televisiva N-tv ha affermato di aver "urgentemente sconsigliato" di realizzare l'evento, costato la vita a 20 persone. Terzo elemento, sullo sfondo, le accuse di avidità rivolte da media agli organizzatori che a loro volta accusano la polizia.
BUFERA SUL SINDACO - Sullo scambio di accuse si è levata la voce della cancelliera Angela Merkel - rimasta in vacanza in Baviera al festival wagneriano di Bayreuth ma pronta a tornare per i funerali - la quale ha fatto sapere di aspettarsi una "scrupolosa" indagine. Oltre ai morti, il caos scatenatosi nella terribile calca che ha sconvolto il raduno di musica techno è stato tale che sono date formalmente per disperse ancora 1.138 persone. Una sopravvissuta piemontese, Irina Di Vincenzo, amica della ragazza bresciana morta nel raduno, ha ricordato che si è trattato di "una tragedia evitabile" e ha sostenuto che "la polizia ha sbagliato". Quasi rispondendo alla giovane di Grugliasco e alle tantissime critiche dei partecipanti al raduno piovute sulle forze dell'ordine, alti esponenti del sindacato di Polizia, tra cui il presidente nazionale Rainer Wendt, hanno sostenuto di aver messo in guardia da tempo sulla pericolosità dell'area scelta per la manifestazione, troppo piccola e recintata in modo da rendere difficile un'evacuazione. Il sindaco Adolf Sauerland "era sotto un'enorme pressione, non voleva fare il guastafeste", ha sostenuto il sindacalista della polizia.
ANCHE GLI ORGANIZZATORI SOTTO ACCUSA - "Affari al posto della sicurezza", aveva titolato ieri il quotidiano Sueddeutsche Zeitung riferendosi agli interessi economici del raduno organizzato nel dismesso scalo merci della città nei pressi del confine olandese. Il settimanale Der Spiegel, citando documenti, ha rivelato che l'area era stata autorizzata per accogliere al massimo 250 mila persone: gli stessi organizzatori invece, che avevano parlato di 1,4 milioni di partecipanti per farsi pubblicità, avevano annunciato in Comune l'arrivo di 500 mila persone, quindi il doppio del consentio (ultime stime della polizia sono di 300-500 mila nel corso dell'intera giornata). Dal canto suo il patron della manifestazione, Manfred Schaller, ha scaricato la colpa sulla polizia accusandola di aver fatto aprire in maniera improvvida alcuni accessi creando un "afflusso incontrollato" al tunnel che poi ha creato il micidiale intasamento. E mentre ancora si piange per i venti ragazzi che hanno perso la vita, una avvenente ma controversa ex-conduttrice di Tg, Eva Herman, dimessasi tre anni fa per dichiarazioni filo-naziste non ha esitato a gettare fango sulla memoria delle vittime attraverso il sito della Bild. I partecipanti al raduno, a suo dire, erano in così gran numero ubriachi o drogati che già prima dell'incidente sembrava di assistere ad un film su "Sodoma e Gomorra".
27/07/2010