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27/07/2010, 05:30
I satelliti dell'Agenzia spaziale europea gestiscono le calamità. Dal terremoto di Haiti alla marea nera nel Golfo del Messico.
A Frascati si salva il mondo dai disastri naturali. Sono gli scienziati e i ricercatori dell'Esa, l'Agenzia spaziale europea, a fornire le informazioni vitali per affrontare le più grandi calamità del pianeta. In gergo si chiama «gestione dei disastri», in pratica consiste nel fornire a governi, Nazioni unite, Croce Rossa e protezioni civili, indicazioni in tempo reale su cosa sta accadendo sulla Terra. È qui a Frascati, ad esempio, che sono partite le informazioni per affrontare il terremoto di Haiti o la marea nera di petrolio che ha invaso il golfo del Messico. Nel caso di Haiti gli eserciti e i volontari sono stati in grado di sapere in anticipo quali ponti e strade erano crollati, quali palazzi distrutti e dove si trovavano le moltitudini di persone che avevano bisogno di soccorso. Un occhio (o meglio centinaia di occhi) puntanti 24 ore su 24 su ogni angolo del globo. In grado di localizzare anche uno spillo nel deserto. Ieri mattina il vicepresidente della Commissione europea con la delega all'Industria, Antonio Tajani, ha toccato con mano gli ultimi passi avanti degli scienziati dell'Agenzia spaziale di Frascati.
Nella cittadina dei Castelli lavorano oltre 600 persone tra funzionari e scienziati. È qui che si appoggiano le principali industrie spaziali ed è qui che si sviluppano i progetti dell'Agenzia spaziale italiana, come il Cosmo Skymed: il sistema per l'osservazione della Terra di cui si avvalgono anche le truppe del nostro esercito nelle missioni internazionali come l'Afghanistan (ogni anno il Governo stanzia 600 milioni). L'Europa quest'anno ha deciso di investire 107 milioni per sviluppare i nuovi satelliti di «terza generazione» e non ha «escluso nuovi finanziamenti» (entro il 2012 due satelliti saranno lanciati nello spazio, ma di milioni ne servirebbero almeno 500). Il progetto su cui punta l'Agenzia spaziale europea si chiama Gmes (monitoraggio globale per la sicurezza e l'ambiente) e attualmente sfrutta la tecnologia di sei satelliti che navigano attorno all'orbita terrestre. Una grande antenna visibile dalla colline dei Castelli romani immagazzina tutti i dati e li inoltra in ogni angolo del mondo. Oltre alla sicurezza, ciò che distingue l'attivita degli scienziati di Frascati è lo studio dei cambiamenti climatici. «Il monitoraggio con la tecnologia Gmes fa sì che l'Europa sia la prima regione al mondo che investe in questo campo», spiega il direttore dell'Esa di Frascati Volker Liebig. L'ultimo satellite per l'analisi del clima è stato lanciato l'8 aprile. Si chiama Cryosat e studia lo scioglimento dei ghiacciai. - «Le applicazioni sono infinite - ricorda Tajani - oltre alla coordinazione delle missioni di soccorso e al salvataggio di vite umane si potrà eliminare tutti i vincoli burocratrici nei trasporti. Non servirà più controllare le navi ogni volta che attraccano in un porto europeo, sarà il satellite a controllare ogni movimento lungo l'intero tragitto. Nei nostri tempi un giorno senza satellite sarebbe un giorno senza luce».
In questi giorni lo sguardo spaziale si è concentrato sulla marea di greggio nel Golfo del Messico in collaborazione costante con gli Stati Uniti e il Canada. Per capire l'importanza anche in termini di comunicazioni, basti pensare che i Gps americani (la tecnologia usata nei più banali navigatori satellitari) in caso di difficoltà si appoggiano al sistema geostazionario europeo (Egnos) che fa riferimento al centro di Frascati. E poi c'è il progetto Galileo. Una costellazione di trenta satelliti che nell'ottica europea dovrà fare concorrenza al Gps. Si potrà usare nei viaggi aerei conoscendo in anteprima la direzione dei venti d'alta quota. O, molto più banalmente, si potrà usare in macchina, scegliendo la strada più giusta evitando gli ingorghi. Le possibilità di sviluppo sono enormi: si parla di circa 100.000 nuovi posti di lavoro ad alta tecnologia. L'obiettivo è essere pronti tra tre anni.
Dario Martini
27/07/2010