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    Alla fine del riquadro di spiegazione ne sarà proposta anche la traduzione in inglese, ripresa dal lemmario Italiano-Inglese del Ragazzini 2010.

27/07/2010, 05:30

Spara infastidito dalle vuvuzelas
Poi sfonda un bar con la sua auto

Tragedia sfiorata: gli avventori del locale nel vicentino hanno evitato l'impatto. Venti persone che erano nel locale tenute sotto tiro dall'uomo.

Un tifoso soffia nella VICENZA - Esasperato dal fastidioso rumore di vuvuzelas provenienti da un bar nel vicentino, l'altra sera, prima ha sparato alcuni colpi di fucile in aria e poi è «entrato» nel bar con la propria auto, devastando il locale. È successo a Pievebelvicino: l'uomo, un 51enne ricoverato in psichiatria all'ospedale di Thiene, è sceso in strada imbracciando il fucile da caccia e ha minacciato 20 persone. Dopo avere devastato il bar è fuggito, ma poco dopo si è costituito al pronto soccorso dell'ospedale. Il bar devastato dal 51enne, il «Coco e Bambu», è gestito da alcune ragazze brasiliane: l'uomo abita sopra il locale e, spiegano i carabinieri, esasperato dai continui rumori delle vuvuzelas, ha imbracciato un fucile, minacciando e terrorizzando tutte le persone presenti all'interno del bar. Ha usato, poi, l'auto come un «ariete» e, hanno spiegato i militari al termine di una ricostruzione che appare già attendibile, suffragata da una serie di testimonianze.


Secondo i carabinieri «si è sfiorata la tragedia»: fortunatamente tutti gli avventori del locale hanno schivato l'auto, alcuni sono fuggiti, altri si sono nascosti in posti di fortuna. Due i colpi sparati in aria dall'uomo che, fuggito dopo la sua scenata, è stato ritrovato dai carabinieri di Valli del Pasubio nel pronto soccorso di Schio, dove si era recato in grave stato di agitazione psico-fisica. Bloccato e ricoverato, piantonato in stato di arresto con l'accusa di lesioni gravi, danneggiamento, furto, spari in luogo pubblico e minaccia a mano armata, stamattina il 51enne è stato processato per direttissima e condannato a 4 mesi di reclusione, con pena sospesa. L'uomo è stato rimesso in libertà.

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Andrea Riccardi

27/07/2010

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