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27/07/2010, 05:30

Svelati i segreti della guerra

Dai documenti del Pentagono il fallimento del conflitto afghano. Dalla cattura fallita di Osama Bin Laden alla task force dei cacciatori talebani assassini di civili. DOSSIER Nei file di Wikileaks le prove dei crimini

Soldati in Afghanistan La nebbia che avvolge la guerra in Afghanistan dirada in sol colpo. Sono 92mila i file riservati del Pentagono pubblicati da tre importanti quotidiani - New York Times, The Guardian e Der Spiegel - grazie al contributo di Wikileaks, il sito di intelligence di Lauren Assange che ha messo a disposizione i documenti. Non nuovo a simili scoop, Assange ha scatenato un vero putiferio in tutto il mondo tanto da essere costretto a una conferenza stampa a Londra durante la quale ha paragonato il suo scoop alla «apertura degli archivi della Stasi», la famigerata polizia segreta della Germania dell'Est. I documenti rivelano il fallimento della guerra in Afghanistan e fanno riferimento agli anni dal 2004 al 2009. Dalle carte emerge che «il Pakistan, alleato degli Stati Uniti, ha permesso a funzionari dei suoi servizi segreti di incontrare i capi talebani in riunioni segrete per organizzare reti di gruppi militanti per combattere contro i soldati americani, e perfino per mettere a punto complotti tesi a eliminare leader afghani». Dai file riservati emerge «per la prima volta» che «i talebani hanno usato missili portatili a ricerca di calore contro gli aerei della Nato» come gli Stinger che Cia fornì ai mujaheddin di Osama Bin Laden «per combattere contro i sovietici negli anni Ottanta». Ci sono le proev degli aiuti dell'Iran ai talebani. Il New York Times nel pubblicare lo scoop mantiene un atteggiamento equilibrato mentre il Guardian e Der Spiegel mettono in evidenza come i documenti «diaano un'immagine devastante della guerra e del suo stato di fallimento in Afghanistan». Immediata la condanna della Casa Bianca per la fuga di notizie mentre il ministro degli Esteri tedesco Westerwelle ritiene che alla luce dei documenti «la situazione afghana vada tutta esaminata».


Ecco come è fallita la cattura di Osama Bin Laden - Il fantasma di Osama Bin Laden perseguita la Casa Bianca. La sua cattura sembra essere impossibile. Eppure più volte le forze americane sono state sul punto di catturalo. Ma non ci sono riuscite. Già nel 1998 dopo gli attentati in Africa la Cia aveva individutao il nascondiglio a Tarmak Farm vicino Kandahar ma Clinton negò l’ordine di bombardare il covo. La cattura dei vertici di Al Qaeda è entrata anche nei dissapori tra l’amministrazione Obama e il generale McChrystal, dimissionario dopo le critiche alla Casa Bianca. Ora dai documenti resi noti da Wikileaks emerge in tutta la sua gravità la complicità dell’Isi, il servizio segreto pakistano con Al Qaeda. In un file vengono riportate date e situazioni che potevano consentire la cattura dei most wanted del terrorismo internazionale. In un file si fa riferimento a diversi vertici avvenuti a Quetta e in altri villaggi in Pakistan ai quali erano presenti il Mullah Omar, Bin Laden, il Mullah Dadullah e Baradar. In queste occasioni venivano pianificati attacchi contro gli americani e i governanti di Kabul. In un report datato settembre 2008 si parla di un vertice a Herat dove furono pianificati attacchi suicidi contro truppe americane e italiane presente il vice di Bin Laden. Mai però si è intervenuto.
 

La task force 373 cacciatori di talebani assassini di civili - Nella più grande fuga di notizie nella storia degli Stati Uniti emergono anche crimini di guerra. Prove che «spetta ai tribunali verificare se effettivamente qualcosa (di quanto riportato) configuri un crimine». Tra queste ci sono le operazioni della Task Force 373, «uno squadrone della morte» delle forze speciali Usa incaricato di eliminare singole persone incluse in una lista nera di 2.000 nominativi tra esponenti dei talebani e di Al Qaeda. L’ordine dell’Unità 373 è «cattura e uccidi» ma sembra che la Tf373 abbia preferito «eliminare» il problema della detenzione dei prigionieri. Ma non sempre si è trattato di eliminare terroristi: «Hanno assassinato almeno sette bambini e altri innocenti». In un rapporto della Task Force, datato «lunedì 11 giugno 2007» si fa riferimento alla uccisione del leader talebano Qarl Ur Rahman vicino Jalalabad. La task force chiese l’intervento dei bombardieri Ac-130 perché la missione rischiava di fallire. Alla fine il bilancio contava sull’uccisione di 7 soldati afghani e 7 poliziotti. Stessa conclusione una settimana dopo quando la Tf373 pensava di aver individuato un capo di Al Qaeda nel villaggio di Sherzai. Il lancio di razzi dell’unità americana uccise alcuni civili e fallì l’obiettivo. Il presidente Karzai ha chiesto, dopo la pubblicazione dei file riservati, di conoscere la verità sulle stragi di civili e ha sottolineato «la malafede del Pakistan».
 

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Maurizio Piccirilli

27/07/2010

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