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    Alla fine del riquadro di spiegazione ne sarà proposta anche la traduzione in inglese, ripresa dal lemmario Italiano-Inglese del Ragazzini 2010.

26/07/2010, 05:30

Tutti gli affari intorno al Vaticano

Festini, case, appalti e intrighi internazionali dentro e fuori la Santa Sede. Nel libro di Gagliarducci riflettori puntati su intercettazioni e circoli clerical-vip.

Cardinali in attesa dell'incontro con il Papa Attraverso il Vaticano passano una serie di interessi esterni. Detiene il potere chi ha maggiori risorse finanziarie a sua disposizione: può crearsi appoggi fuori, lavorare di cesello per ottenere accordi vantaggiosi, formare propri successori o sgherri. Tutti, dall'altra parte, hanno un particolare interesse a utilizzare il Vaticano. La Propaganda Fide Real Estate è soltanto la punta dell'iceberg di una serie di ramificati incroci tra Vaticano e potere. Una serie di relazioni che prescindono davvero dalla Chiesa. E che usano la Chiesa per i loro interessi. Scoperchiare parte di questi legami significa andare a toccare nervi scoperti di un sistema duro da smontare. Un sistema che utilizza il Vaticano come centro di potere. E che da lì comincia a ramificarsi. Basta ricordare il modo in cui la questione di Angelo Balducci è iniziata. La prima soffiata vera sul potente ex presidente del Consiglio superiore dei Lavori pubblici riguarda un piccolo scandalo sessuale: il quarantenne corista nigeriano della Cappella Giulia, Chinedu Thomas Ehiem, è indicato nelle indagini sui grandi appalti come il procacciatore di incontri omosessuali per Balducci. Tutte persone rigorosamente maggiorenni, specificherà in un'intervista a Panorama Ehiem, che però finisce indagato per sfruttamento della prostituzione. La Santa Sede allontana subito la pietra dello scandalo dal coro della Cappella Giulia. Ma ci vuole un po' di tempo in più per sapere che, dall'Annuario pontificio del 2011, il nome di Angelo Balducci sarà cancellato da quello dei Gentiluomi di Sua Santità.

Un altro scandalo di stampo sessuale aveva inizialmente coinvolto il capo della Protezione civile e sottosegretario Guido Bertolaso: i suoi incontri a «scopo fisioterapico» con Patrizia al Salaria Sport Village, lo stesso gestito da uno dei figli di Balducci, Filippo, e dal costruttore Diego Anemone. I due scandali sessuali rappresentano un campanello d'allarme. Dicono che la lotta sarà senza esclusione di colpi. E che potrebbe coinvolgere tutti. Addirittura altri seminaristi, invischiati nei festini gay. In un'intercettazione si legge, infatti, la domanda di Balducci a Ehiem: «A che ora deve ritornare in Seminario?».

Le cordate a questo punto non contano. Conta piuttosto il modo in cui la politica si sta muovendo al di fuori del Vaticano. L'inchiesta lambisce il Vaticano con la questione del conto allo Ior di Balducci, ci ritorna con la vicenda di don Evaldo Biasini (don Bancomat) e con la rogatoria internazionale dei giudici di Perugia nei confronti del Vaticano per conoscere l'entità del conto di Balducci. Un'altra rogatoria viene indirizzata alla Santa Sede per conoscere i bilanci di Propaganda Fide dal 2004 al 2006. Ma la compravendita delle case riguarda un sistema ben oliato che consta di buoni contatti in Vaticano, e che allo stesso tempo è del tutto esterno al Vaticano.

Se Silvano era il deus ex machina, è piuttosto Balducci a leggere le intercettazioni, a tenerci che si sappia che è stato lui a fare il favore di trovare la casa. Le congreghe sono piu di una. E di livelli diversi. Al vertice c'è quella clerical vip. E lì il mondo che conta, è lì che si deve entrare per avere influenza. Sono i salotti buoni per eccellenza. Agiscono con la copertura di ordini cavallereschi o circoli di stampo papalino, si incontrano, investono, fanno affari. Sono il salotto buono e nascosto d'Italia. Molti di loro hanno un passato oscuro. Molti di loro restano nell'ombra. Appena fuori da questo circolo esclusivo (una sorta di lista vip, nella quale la nobiltà conta ancora) ci sono le aggregazioni di affari. Affari di qualunque tipo, che cercano in tutti i modi di entrare in osmosi con il circolo clerical vip. Sono attirati dal denaro e dal potere che trasuda dal circolo. Sono attirati anche dalla possibilità di fare affari con il Vaticano. O comunque di averci in qualche modo a che fare. Si tratta di persone influenti nel loro mondo, meno nell'ombra, più esposte. Sono quelle forse più ricattabili. Sono quelle che vivono di pane e potere. E poi c'è tutto il resto del mondo: non si va da nessuna parte senza conoscenze negli ambienti giusti. Ci si deve rassegnare a non toccare gli altri due circoli. Toccarli significa sporcarsi le mani. Oppure rompere degli equilibri. Difficilmente ci sarà qualcuno disposto a perdonare. Ed è qui che si delinea ancora meglio lo scenario di una partita che si gioca dentro e fuori il Vaticano. È una partita senza esclusione di colpi, perche in entrambi i casi si sta cambiando un'intera squadra dirigente. È una partita che puzza di denaro. E il denaro fa influenza.

In questo momento Benedetto XVI gioca una partita delicata. I suoi progetti sono sempre osteggiati. Non si riesce mai a sapere fino a che punto possano funzionare. Le fughe di notizie sono frequenti. E il suo entourage come risponde? Con altre fughe di notizie. Ma non sempre i suoi collaboratori sono scaltri. E, soprattutto, sono nuovi nel genere. Si trovano a dover combattere con meccanismi che sono stati oliati con il tempo e l'esperienza. Moltissime sono le cordate, e tutte mobili. C'è già chi studia da papa per la successione. Benedetto XVI lo sa. Continua a scegliere persone di cui si fida nei posti chiave. Prosegue nella rivoluzione tranquilla della Curia. Cerca di cambiare lentamente anche la liturgia, in maniera graduale, per non dare troppo fastidio. Anni all'ex Sant'Uffizio non sono passati invano. Eppure è una partita nella quale tutto sembra immobile. Uno di quei momenti del match in cui ci si ferma per riorganizzarsi. Non si sta tirando il fiato, ci si sta annusando in attesa di nuovi colpi.

Nel frattempo Sodano ha ottenuto la difesa del Santo Padre in persona, mentre Ruini ha ottenuto la riconferma del rettore della Cattolica, Lorenzo Ornaghi. Sepe, invece, si è trovato in mezzo all'indagine della Procura di Perugia. Ha giocato le sue carte, facendo capire alla Santa Sede che, se non verrà protetto, dirà tutto quello che sa. Non sarebbe un buono spot.

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Andrea Gagliarducci

26/07/2010

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