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    Alla fine del riquadro di spiegazione ne sarà proposta anche la traduzione in inglese, ripresa dal lemmario Italiano-Inglese del Ragazzini 2010.

24/07/2010, 14:41

Uccide il capo e lo butta nel dirupo
"Avevo paura di essere licenziato"

Un assicuratore romano di 30 anni dopo un litigio in auto ha colpito con una mazza il suo agente. Poi lo ha gettato in una scarpata sulla strada tra Leonessa e Rieti. Fermato, ha confessato: "Era un dittatore".
LUCCA Torna in azienda, spara a due dirigenti e poi si ammazza

Auto della polizia "Avevo paura di essere licenziato". Con queste parole Flavio Pennetti, un assicuratore romano di 30 anni dell'Assirisk, ha spiegato il motivo che lo avrebbe spinto ieri a uccidere il suo agente di 51 anni, Massimo Carpifave. L'aggressione è avvenuta al culmine di un violento litigio. Pennetti ha ucciso la vittima colpendola con una mazza da baseball, poi ha gettato il cadavere in una scarpata lungo la strada che collega Leonessa a Rieti e lo ha occultato ricoprendolo con sassi e terriccio.  L'uomo, ha confessato alla polizia ed è stato sottoposto a fermo per omicidio volontario ed occultamento di cadavere.

 
UNA LITE POI IL RAPTUS - Ieri mattina i due colleghi erano andati insieme con l'auto del più giovane a Leonessa per concludere un affare, ma nel tardo pomeriggio - lungo la strada del ritorno - tra due è nata una violenta discussione che avrebbe spinto il subagente, timoroso di poter perdere il lavoro, a colpire violentemente e ripetutamente la sua vittima con una mazza da baseball, fino ad ucciderla. L'assicuratore, dopo essersi disfatto dell'arma gettandola nei boschi, ha ripreso il viaggio e - durante il cammino - si è liberato anche di altri oggetti appartenuti all'agente. E' stata la moglie di quest'ultimo a denunciare alle 21 di ieri la scomparsa del marito: la donna ha telefonato al commissariato Tor Carbone spiegando che il collega era già arrivato a Roma e le aveva detto di aver lasciato il coniuge presso la sede dell'agenzia, ma che questi - più volte da lei chiamato - non rispondeva alle telefonate. Gli agenti, sulla base di fondati sospetti, hanno richiesto immediatamente all'autorità giudiziaria l'emissione di un decreto per poter individuare il tracciato telefonico dello scomparso: nella notte, sono stati gli uomini delle Squadre mobili di Roma e di Rieti a ritrovarne il corpo privo di vita.


"ERA UN DITTATORE" - In un primo momento Pennetti ha cercato di mentire alla polizia di Rieti che l'ha convocato in commissariato, continuando a sostenere di aver lasciato Carpifave a Roma. Ma il controllo delle microcelle dei due telefonini - quello del subagente e quello di Carpifave - ha smentito le parole dell'assicuratore che non ha retto all'interrogatorio ed è crollato. "Era un dittatore. Mi ha insultato in tutti i modi, poi quando ha cominciato a parlare della subagenzia ho accumulato uno stress nervoso impressionante. E quando sono sceso per far rientrare il parafango con la mazza non ce l'ho fatta più e l'ho ucciso", ha detto l'uomo agli agenti confessando la folle aggressione. L'assicuratore ha pianto, poi ha raccontato la dinamica dei fatti e ha portato la polizia nel luogo dove aveva occultato il corpo di Carpifave e dove aveva gettato gli abiti sporchi di sangue.

 
LA VITTIMA TRA LAVORO E IMPEGNO POLITICO - Massimo Carpifave si era sposato da un paio d'anni. Donna Assunta Almirante e l'ex assessore regionale e attuale consigliere regionale del Lazio Antonio Cicchetti furono i suoi testimoni di nozze. "Sono quelle amicizie che si coltivano a distanza perchè ci si vede raramente - ha raccontato Cicchetti - Con la moglie avevano una casa in una frazione di Leonessa e qualche volta sono andato a pranzo a casa loro. Lui - ha concluso - di sicuro era più assorbito dal suo lavoro di assicuratore che dalla politica". Nel 2001 Massimo Carpifave si candidò nella lista di An alle comunali di Roma ed ottenne 420 preferenze non riuscendo ad essere eletto.

 

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24/07/2010

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