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Alla fine del riquadro di spiegazione ne sarà proposta anche la traduzione in inglese, ripresa dal lemmario Italiano-Inglese del Ragazzini 2010.

23/07/2010, 12:39
I due, di 28 e 38 anni, italiani, sono incensurati. Accusati di omicidio preterintenzionale aggravato dai futili motivi non hanno fornito alcuna spiegazione delle loro azioni.
I carabinieri di Desio hanno fermato la scorsa notte a Muggiò, in provincia di Monza, due uomini ritenuti responsabili dell'uccisione ieri a Lissone di Luigi Pagano un operaio di 33 anni ammazzato a pugni e calci davanti a un chiosco di panini, dopo una lite avvenuta per una birra.
LA DINAMICA DEL FATTO - I due, di 28 e 38 anni, italiani, sono incensurati e al momento dell'arresto non avrebbero fornito alcuna spiegazione delle loro azioni. Pagano presumibilmente conosceva i suoi assassini: nato e residente a Desio, si era recato al chiosco, nella zona commerciale di Lissone, ai bordi della SS36, in compagnia di un amico per bere una birra; cercavano un pò di ristoro nell'afosa notte brianzola. L'operaio aveva chiesto ad uno dei due di offrirgli una birra. La risposta è stata negativa e ne è nato un diverbio presto degenerato in rissa. Uno dei due aggressori avrebbe colpito Pagano con un pugno e l'uomo è caduto a terra dove l'altro lo ha nuovamente colpito, sferrandogli un calcio.
IDENTIFICATI E ARRESTATI - Si chiamano Vito D'Apice, 28 anni e di Stefano D'Ambrosio, 38 anni, residenti a Muggiò, i due presunti assassini dell'operaio ucciso a Lissone in provincia di Monza. I carabinieri sono riusciti ad identificarli e fermarli dopo aver ascoltato numerosi testimoni dell'aggressione. D'Apice è stato arrestato a casa della fidanzata. Dalle tracce del suo cellulare i militari hanno poi identificato anche D'Ambrosio. Per entrambi le accuse sono di omicidio preterintenzionale aggravato dai futili motivi.
23/07/2010