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22/07/2010, 05:30

Donna in coma a Livorno
E' incubo "mucca pazza"

Ha 42 anni. Il contagio, partito dalla Gran Bretagna, risale a dieci anni fa. Il ministero: situazione segnalata nell'ottobre 2009 come probabile variante.

Un corridoio di ospedale Una donna livornese di 42 anni è ricoverata nell'hospice di cure palliative dell'ospedale di Livorno, in coma, dopo avere contratto la variante della sindrome di Creutzfeldt-Jakob, il cosiddetto morbo della "mucca pazza". La donna è in condizioni disperate ed è ricoverata nel reparto dell'ospedale livornese proprio per effettuare cure che l'aiutino ad affrontare con dignità la fase terminale della sindrome. È il secondo caso della malattia registrato in Italia: il primo colpì una donna siciliana nel 2002. La situazione era stata segnalata come «probabile variante della malattia di Cjd» nell'ottobre del 2009 dal Ministero della Salute. Nei mesi scorsi la signora livornese aveva accusato progressivi disturbi neurologici scegliendo di farsi curare presso l'Istituto milanese «Besta» che le ha diagnosticato la malattia e l'ha sottoposta alle terapie senza riuscire ad arrestare l'avanzata del male. La paziente è, dunque, stata trasferita già in coma presso il reparto di cure palliative dell'ospedale di Livorno.


Il professor Maurizio Pocchiari, direttore del reparto Patologie neurologiche degenerative e infiammatorie dell'Istituto Superiore di Sanità (responsabile del registro per la Mucca Pazza) ha dichiarato che il contagio in questione è avvenuto oltre 10 anni fa, prima quindi che scattassero le misure di sicurezza a livello europeo dopo l'allarme del 2000. Come noto, la malattia può avere oltre dieci anni di incubazione e colpisce persone relativamente giovani, che presumibilmente hanno mangiato carne di bovini e che mostrano disturbi psichiatrici, seguiti a breve distanza dalla comparsa di demenza e problemi nei movimenti di braccia e gambe: sono queste le caratteristiche che permettono di distinguere le persone colpite dalla forma umana della malattia della mucca pazza da quelle colpite dalla classica malattia di Creutzfeldt-Jakob (Cjd). Infatti, quest'ultima aggredisce le persone anziane (in media 65 anni) e si manifesta con una demenza che peggiora progressivamente, accompagnata da disordini nei movimenti.


La variante umana della malattia della mucca pazza è comparsa 14 anni fa in Gran Bretagna, dove è stata subito associata al consumo di carne di animali colpiti dall'Encefalopatia Spongiforme Bovina (Bse). La forma umana è considerata una variante della malattia di Creutzfeldt-Jakob (Cjd) e il suo nome è stato ufficializzato come «nuova variante della malattia di Creutzfeldt-Jakob» (vCjd) nel 1997, da un articolo pubblicato sulla rivista The Lancet. A scatenare la malattia nell'uomo è l'alterazione di una proteina naturalmente presente nell'organismo, chiamata prione.

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Marino Collacciani

22/07/2010

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