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20/07/2010, 11:27
Smantellata dai carabinieri una delle più grosse organizzazioni di criminali telematici. Erano alleati con una banda russa. Clonate le carte a chi cercava appartamenti per l'estate.
È una delle più grosse organizzazioni criminali mai individuate nel settore del hacking, della contraffazione di carte di credito e delle truffe via internet quella che emerge dall'indagine "Match Point", sviluppata dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma e che oggi ha portato all'esecuzione di 19 arresti. L'organizzazione, gestita da un pregiudicato calabrese, ex collaboratore di giustizia, aveva messo in piedi un colossale giro di affari grazie all'alleanza con gruppi di hacker russi specializzati nel furto di dati informatici, mediante intrusioni sui server di importanti società finanziarie, e nella gestione di un florido mercato clandestino di informazioni riservate su carte di credito e conti correnti in favore di organizzazioni criminali operanti in tutto il mondo.
TRUFFA AI VACANZIERI ON LINE - Il gruppo criminale attivo in Italia acquistava su chat criptate i dati necessari per falsificare carte di credito, documenti d'identità, buste paga, atti societari, con cui venivano svolte decine e decine di truffe on line e in danno di istituti bancari ed esercizi commerciali. Tra i cittadini truffati, anche molti utenti della rete internet alla ricerca di case di villeggiatura per la stagione estiva. L'operazione dei carabinieri è tuttora in corso su varie località del territorio nazionale e ha portato all'esecuzione di 19 misure cautelari personali, ma la banda era stata già colpita. Nel maggio scorso infatti erano stati eseguiti altri 23 arresti.
ASSE ROMA-CALABRIA - Gli arresti sono stati eseguiti nelle province di Roma, Pisa, Cosenza e Siracusa. L’indagine, avviata nel dicembre 2008, ha permesso di far luce su un gruppo composto da elementi della criminalità calabrese ed esperti hacker, i quali avevano dato vita ad una vera e propria organizzazione criminale con base a Roma e connessioni in diverse regioni italiane. Il gruppo agiva grazie a consolidati legami con organizzazioni criminali russe e ucraine specializzate nel furto di codici di carte di credito mediante intrusioni informatiche sui server di importanti società finanziarie e nella successiva commercializzazione di tali dati sensibili attraverso la rete internet, con chat e sistemi di messaggistica criptati. L’organizzazione italiana era solita acquistare tali codici, con costi variabili tra 20 e 100 dollari a codice in base alla tipologia di carta di credito e conseguentemente al limite di spesa ottenibile, per contraffare carte di credito da utilizzare in ingenti spese per l’acquisto di prodotti vari presso negozi di lusso e centri commerciali, prodotti che venivano poi rivenduti ad una rete consolidata di ricettatori operanti a Roma e in Calabria. Considerato il notevole volume d’affari, con ordinativi di codici illeciti dai 30.000 a 50.000 euro per volta, al fine di evitare che i movimenti di denaro necessari per acquistare i codici in est Europa potessero destare sospetti, gli indagati utilizzavano vari prestanome operanti in diverse località italiane, i quali effettuavano versamenti di denaro ai complici esteri mediante sistemi di money transfer.
ALIAS NOTI SUL WEB - Ulteriore modus operandi dell’organizzazione criminale era basato sull’effettuazione di truffe su siti di aste on line; gli indagati simulavano la vendita di prodotti hi tech mediante aste on line, ricorrendo a identità false al fine di eludere i sistemi di controllo antifrode dei gestori dei siti in questione, e si facevano versare dai vincitori delle aste, anticipi di pagamento su carte prepagate fittiziamente intestate a soggetti terzi vittime di furto d’identità senza poi fornire la merce oggetto della transazione. Tale metodo è stato utilizzato anche per eseguire truffe mediante falsi annunci di affitto di case in luoghi di villeggiatura, con conseguenti numerosi raggiri in danno di decine e decine di utenti della rete internet in vista della stagione estiva. I diversi nickname utilizzati dagli arrestati erano ormai divenuti tristemente famosi sul web, oggetto di discussione su vari forum e su siti specializzati dove si mettevano in guardia gli utenti da possibili truffe.
20/07/2010