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20/07/2010, 11:05

Karzai: sicurezza, autonomi in tre anni
Clinton: è l'inizio di una nuova fase

Il presidente afghano apre la Conferenza di Kabul: il paese si prepara ad assumere le responsabilità dell'ordine pubblico. Il segretario di Stato Usa: il ritiro non è la fine dell'impegno.

Il presidente afghano Hamid Karzai e il segretario di Sato Usa Hillary Clinton Il presidente afghano, Hamid Karzai, ha aperto la Conferenza internazionale di Kabul dicendosi "determinato" a creare le condizioni perchè "entro il 2014 le forze afghane siano responsabili per tutte le operazioni di sicurezza e ordine pubblico in tutto il Paese". Il segretario di Stato americano, Hillary Clinton, ha assicurato che l'avvio del ritiro Usa non segnerà un disimpegno dal Paese: "E' l'inizio di una nuova fase e non la fine del nostro impegno", ha affermato. La riunione nella sede del ministero degli Esteri della capitale afghana blindata durerà cinque ore. In sala ci sono, tra gli altri, il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, quello della Nato, Anders Fogh Rasmussen e il segretario di Stato Usa, Hillary Clinton. Per l'Italia, Franco Frattini.


CINQUE SETTORI DA SVILUPPARE - Karzai ha rilanciato l'offerta ai talebani moderati auspicando che abbiano la saggezza di "perseguire le loro legittime aspirazioni con mezzi pacifici". "Ci aspettiamo che i nostri partner sostengano le nostre iniziative di pace", ha aggiunto. Il presidente afghano ha chiesto un maggiore controllo sugli aiuti stanziati dalla comunità internazionale, che saranno sufficienti "per i prossimi tre anni", e ha ricordato come i talebani siano un minaccia per l'Afghanistan come per i suoi alleati.  "Siamo di fronte a un nemico comune che ci danneggia tutti e contro cui dobbiamo combattere uniti", ha affermato davanti ai ministri degli Esteri e ai rappresentanti di una settantina di Paesi e organizzazioni internazionali. Il governo afghano ha presentato i suoi progetti in cinque settori (sviluppo economico e rurale, valorizzazione delle risorse umane, governance, sicurezza e infrastrutture) chiedendo ai Paesi donatori di finanziarli con le risorse già stanziate. "Siamo tutti d'accordo che una decisa transizione verso una leadership afghana è cruciale per la sostenibilità", ha insistito Karzai, sottolineando con favore che gli Usa faranno affluire metà degli aiuti per i prossimi due anni attraverso il bilancio afghano (finor in media era solo il 20%).
 

ANCORA MOLTO LAVORO DA FARE - La Clinton, ha avvertito che "il processo di transizione in Afghanistan è troppo importante per rinviarlo all'infinito".  In questo senso, ha spiegato nel suo intervento alla Conferenza internazionale di Kabul, la decisione di avviare il ritiro delle truppe Usa nel luglio 2011 dimostra "il senso di urgenza e la determinazione" americana affinchè abbia successo. Il capo della diplomazia Usa ha sottolineato che "c'è ancora molto lavoro da fare" da parte del governo afghano per stabilizzare il Paese" e sconfiggere la corruzione. Dal segretario generale dell'Alleanza atlantica, Anders Fogh Rasmussen, è venuta l'assicurazione che la Nato resterà in Afghanistan anche dopo il passaggio di tutto il controllo della sicurezza alle forze afghane. Rasmussen ha avvertito che i tempi della transizione saranno dettati "dalle condizioni e non dai calendari", con le forze Nato che addestreranno la polizia e l'esercito afghano per metterli in grado di guidare la difesa del Paese. "La transizione", ha sottolineato, "avverrà in modo graduale, sulla base di una sobria valutazione delle condizioni politiche e della situazione della sicurezza, in modo che sia irreversibile". Il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon ha invitato gli afghani "ad unirsi, a lavorare insieme nel mutuo rispetto per la sovranità del governo". "Avete sofferto molto ed ora è il momento di costruire insieme un nuovo Paese", ha affermato.

 

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20/07/2010

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