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19/07/2010, 12:37
Diciottesimo anniversario di via d'Amelio, a Palermo la fiaccolata in ricordo di Paolo Borsellino e Giovanni Falcone. Il capo dello Stato: "Si faccia piena luce".
Ricorre oggi il diciottesimo anniversario della strage di via d'Amelio in cui fu ucciso il giudice antimafia Paolo Borsellino, 57 giorni dopo quella di Capaci in cui morì Giovanni Falcone. Palermo li ricorderà questa sera con una fiaccolata. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha auspicato oggi che vi sia "il convinto e forte sostegno alle nuove indagini in corso sulla terribile stagione delle stragi che sconvolse il Paese nei primi anni novanta".
DOLORE DELL'INTERO PAESE - In un messaggio alla vedova di Paolo Borsellino, Agnese, Napolitano ha spiegato che "con armonia d'intenti e pieno spirito di collaborazione, le istituzioni tutte debbono contribuire a fare piena luce su quegli episodi". In questo modo, ha aggiunto, si risponderebbe "all'anelito di verità e giustizia che viene innanzitutto da chi, come lei e i suoi famigliari, è stato colpito negli affetti più cari, ma nello stesso tempo e più che mai dall'intero Paese". Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, telefonando alle signore Agnese Borsellino e Maria Falcone ha rinnovato sentimenti di viva solidarietà e profonda indignazione all'indomani dell'atto "provocatorio e vandalico dello sfregio delle statue di Paolo Borsellino e Giovanni Falcone e in occasione dell'odierno anniversario, che esalta la memoria sempre viva dei due eroici magistrati", si legge in un comunicato del Quirinale.
NUOVE INDAGINI - Esprimendo la sua commozione, il capo dello Stato ha ricordato gli agenti di scorta uccisi: Emanuela Loi, Agostino Catalano, Walter Cosina, Vincenzo Li Muli e Claudio Traina. "Alla esperienza professionale, alla dirittura morale e all'impegno coraggioso spinto fino all'estremo sacrificio, Paolo Borsellino affiancava la convinzione che il contrasto alla criminalità non si esaurisce nell'opera di repressione, ma richiede un movimento culturale che promuova, specie nei giovani, crescente fiducia nello stato di diritto", ha ricordato. "I risultati conseguiti grazie all'impegno di magistrati e forze dell'ordine vanno integrati da uno sforzo costante e coerente della società civile nell'opporsi ad atteggiamenti di collusione e indifferenza rispetto al fenomeno mafioso", ha sottolineato il Capo dello Stato. "Altrettanto indispensabile è il convinto e forte sostegno alle nuove indagini in corso sulla terribile stagione delle stragi che sconvolse il Paese nei primi anni novanta", ha spiegato Napolitano, "con armonia d'intenti e pieno spirito di collaborazione, le istituzioni tutte debbono contribuire a fare piena luce su quegli episodi rispondendo così all'anelito di verità e giustizia che viene innanzitutto da chi, come lei e i suoi famigliari, è stato colpito negli affetti più cari, ma nello stesso tempo e più che mai dall'intero Paese". "Con questo animo sono vicino a lei, ai suoi figli e ai famigliari degli agenti di scorta, rinnovandole i sentimenti di gratitudine e di solidarietà di tutti gli italiani", ha concluso il Presidente.
19/07/2010