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18/07/2010, 05:30
Gli arredi del cenacolo della politica romana venduti da Christie's per 6 milioni a russi, giapponesi e arabi.
Un successo senza precedente la vendita all'asta della collezione Angiolillo. Per diversi anni hanno allietato le serate del gotha della politica, della finanza e della cultura italiana: ora i preziosi mobili del villino di Trinità De' Monti di Maria Angiolillo, scomparsa nel 2009 all'età di 83 anni, hanno preso strade diverse, battuti al miglior offerente dalla casa d'aste britannica Christie's. Il totale complessivo raggiunto dall'intera collezione, che includeva inoltre tre quadri già offerti nella evening sale di dipinti antichi dello scorso 6 luglio, è stato pari ad un importo di 5,977,664 euro con altissime percentuali di venduto: 98% per valore e 90% per lotto. «La vendita della collezione proveniente dal villino romano di Maria Angiolillo - dice Clarice Pecori Giraldi, Direttore Generale di Christie's Italia - è stata un grande successo. Una folta schiera di compratori di ogni nazionalità si è contesa dipinti antichi e sculture di Mitoraj, porcellane, argenti e magnifici mobili d'epoca italiani e francesi. Siamo stati felici di constatare che il gusto europeo ed eclettico di questa raccolta abbia saputo attrarre il jet set italiano e internazionale, galleristi e appassionati. In sala si sentivano parlare tutte le lingue europee, ma anche russo, giapponese e arabo».
A finire in cima alla classifica dei pezzi più combattuti è stata la Grande Maschera, scultura firmata dall'artista polacco Igor Mitoraj amico personale di Maria Angiolillo. L'opera che accoglieva gli ospiti nella hall d'ingresso di casa Angiolillo è stata infatti battuta per 231.320 euro, superando di gran lunga la stima effettuata di 50-70mila sterline. Record per Antonio Rimpatta, pittore attivo nella prima parte XVI secolo, il cui «Cristo crocifero» è passato di mano per 160.566 euro, da una stima di 34.000-56.000. Christie's, come sua prassi, non rivela l'identità dei suoi clienti, a meno che non lo richiedano espressamente. Detto questo, l'indicazione è che per il «salotto» di Maria Angiolillo si siano mossi collezionisti da tutto il mondo. «I pezzi - dicono alla casa d'aste - fanno d'altra parte leva su di un gusto più internazionale che italiano».
Andrea Riccardi
18/07/2010