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17/07/2010, 05:30
Feriti tre alpini di pattuglia con l'esercito afghano, colpito l'elicottero che li soccorreva. All'alba di ieri kamikaze contro la nostra base nel centro di Herat.
Italiani nel mirino dei talebani. Un violento scontro a fuoco ieri mattina nei pressi dell'abitato di Bala Murghab, il villaggio nel nord della regione di Herat, dove gli insorti sono molti attivi. Tre alpini sono rimasti feriti, uno è grave per un proiettile che gli ha forato un polmone. Un altro è stato ferito all'inguine. Mentre i tre soldati venivano soccorsi con un elicottero, questo è stato preso di mira dai talebani che hanno colpito il velivolo con diversi colpi di mitragliatrice. La pattuglia di militari italiani era impegnata in un'attività operativa al fianco della forze di sicurezza afgane, quando all'improvviso è stata presa di mira da un numero imprecisato di «insorgenti». Poche ore prima, la base «Vianini» al centro di Herat era stata attaccata da un kamikaze.
Un'autobomba lanciata a velocità contro un veicolo della polizia afgana aveva provocato il ferimento di tre agenti. L'attentato si è verificato nei pressi dell'ingresso sud del Rc-W, la base del Regional Command West di Herat, il Comando regionale occidentale della Forza Isaf, sotto responsabilità italiana. Nessun militare italiano è rimasto coinvolto e la base non ha subito danni. Scarni i particolari sull'attacco alla pattuglia impegnata a Bala Murghab, che alla fine si è trasformato in un vero e proprio combattimento. Il ministro della Difesa La Russa ha parlato di una «attività di supporto all'Ana, l'esercito afgano» e di uno «scontro a fuoco avviato da talebani». Il ferito più grave è stato trasferito all'ospedale spagnolo di Camp Arena. Il nuovo combattimento fa dire al ministro La Russa che Bala Murghab - la stessa località dove lo scorso 17 maggio vennero uccisi Massimiliano Ramadù e Luigi Pascazio- «è diventata una zona molta pericolosa, forse anche perché prima non c'eravamo. È la zona che io presumo sia percorsa dai talebani che vengono sospinti verso nord dall'azione condotta a sud dai militari americani e inglesi».
Secondo il ministro si tratta di una vera e propria «via di fuga», dove i militari italiani hanno ora «una presenza importante e dunque il pericolo di conflitti a fuoco è più frequente e evidente». MA ieri gli italiani della Taurinense sono stati impegnati anche nel sud, nella provincia di Farah, per un blitz delle forze afgane e Nato in un campo di addestramento di insorti a Bala Baluk che ha portato all'uccisione di un capo talebano, Mullah Akhtar, e di diversi ribelli. Anche in questo caso la battaglia è stata cruenta e sono dovuti intervenire gli aerei da caccia della coalizione.
Maurizio Piccirilli
17/07/2010