In questa pagina è attivo il servizio ZanTip:
Facendo doppio click su una qualsiasi parola presente nell'articolo, sarà visualizzata la definizione della parola, così come è stata pubblicata all'interno del Vocabolario della Lingua Italiana Zingarelli 2010.
Alla fine del riquadro di spiegazione ne sarà proposta anche la traduzione in inglese, ripresa dal lemmario Italiano-Inglese del Ragazzini 2010.

13/07/2010, 05:30
Le indagini sul delitto Tarantino. Ferrucci l'ha strangolata, ha preso le chiavi e ha rubato quadri e preziosi in casa. L'imputazione contro l'operaio potrebbe aggravarsi. PRESAGIO Nel suo libro il testamento spirituale
L'ha uccisa per ira ma poi l'avrebbe rapinata con lucidità. Cambia l'omicidio della bancaria e giornalista Anna Maria Tarantino, 44 anni, trovata cadavere nelle campagne di Riano la sera di lunedì 5 luglio. Alle tinte forti passionali - lui che la strangola perché respinto - si mischiano quelle fosche e più semplicemente criminali: dopo averla scaricata va a casa di lei e porta via gli oggetti di valore. È il nuovo quadro che si compone davanti ai carabinieri del Nucleo investigativo di via In Selci coordinato dal colonnello del Reparto operativo di Roma Salvatore Cagnazzo. E con gli sviluppi delle indagini, per l'assassino reo confesso Leopoldo Ferrucci, 42 anni, operaio romano residente a Capena con la compagna boliviana, la Procura di Roma potrebbe cambiare imputazione. Da omicidio a omicidio a scopo di rapina.
Al contrario della prima ricostruzione, l'operaio non aveva una seconda chiave dell'appartamento della vittima a largo Luigi Antonelli, in zona San Paolo. Gli otto quadri spariti da quella casa non sono stati rimossi da Ferrucci perché glielo aveva chiesto la Tarantino, e poi portati a Capena perché erano tra la roba da traslocare. Stando agli accertamenti, domenica 4 l'autotrasportatore ha strangolato Anna Maria poi ha messo le mani nella sua borsa prendendo le chiavi dell'abitazione dov'è andato, ha creato disordine e ha preso alcuni oggetti preziosi e otto tele, poi ritrovate a casa del killer.
Se i sospetti saranno confermati, pure la sagoma psicologica di Leopoldo Ferrucci si rivela un'altra. Si fa affilata, come lo è quella di un assassino che dopo aver ucciso cerca di non lasciare tracce. In questo caso: sia di sé, sia di lei. Andando oltre, l'operaio prima avrebbe agito accecato dalla rabbia, poi si sarebbe trasformato in un calcolatore che non vuole fare errori. Il primo: evitare che si arrivasse in fretta a identificare quel corpo. Ha gettato i documenti della Tarantino e ha fatto sparire il telefonino. Il fato però ha voluto che non considerasse le scarpe della poveretta. Quei sandali blu con una piuma sul cinturino anteriore Anna Maria li aveva comprati domenica in via del Corso, qualche ora prima dell'appuntamento con Ferrucci. E quando i carabinieri hanno verificato i negozi dove si vendevano, li hanno battuti uno a uno e alla fine la commessa li ha riconosciuti, come pure i vestiti della donna nella foto. È stato il primo anello della catena che ha portato al killer. Alla luce dei nuovi risvolti, anche il loro incontro era un cattivo presagio.
Ferrucci ha raccontato alla compagna di aver conosciuto Anna Maria tramite una agente immobiliare. Invece quattro mesi fa lei lo ha fermato in via del Corso dicendogli che doveva comprare e montare alcuni mobili e gli serviva una mano. Sedotto dai modi di lei, lui si è convinto che poteva sperare in qualcosa di più e quando lei l'ha respinto ha perso la testa e le ha tolto la vita. E non con un gesto secco sciagurato.
Domenica 4, il giorno dell'appuntamento, alle 17 Ferrucci si è visto con Anna Maria. Dovevano andare da Ikea per comprare alcuni mobili. Lui però ha cambiato strada dirottando su una zona appartata all'Appio Claudio. È stato esplicito e lei l'ha respinto. L'operaio non l'ha colpita con ira una volta mollando poi tutto. No. Da quel momento è cominciata una via crucis, fatta di due soste e botte, e avendo ben chiaro quale sarebbe stato il finale: arrivare nelle campagne di Riano e finirla. Niente a che vedere col raptus.
Fabio Di Chio
13/07/2010