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    Alla fine del riquadro di spiegazione ne sarà proposta anche la traduzione in inglese, ripresa dal lemmario Italiano-Inglese del Ragazzini 2010.

13/07/2010, 05:30

I black bloc del terremoto

Protesta degli aquilani, identificati gli assalitori delle forze dell'ordine. Denunciati tra i manifestanti esponenti di centri sociali della Capitale.

Una delle scritte sui blindati dopo l'assalto dei Centri sociali «Antagonisti», professionisti della guerriglia urbana, erano infiltrati nel corteo degli aquilani di mercoledì scorso a Roma. La conferma arriva dalle denunce della Digos: il promotore della manifestazione, M.E. di 39 anni, per inosservanza dei provvedimenti della polizia in quanto «l'iniziativa si è svolta senza tenere conto delle modalità concordate», e C.G., romano di 26 anni, noto appartenente al centro sociale autogestito «La Strada» di Roma. Le cariche della polizia quindi sono state la risposta a veri e propri attacchi contro lo schieramento delle forze di polizia di una parte dei manifestanti. Elementi che con il terremoto de L'Aquila nulla avevano a che fare. Erano 28 i giovani appartenenti ai centri sociali della Capitale che sono stati riconosciuti dalla Digos capitolina durante i tafferugli di mercoledì scorso a piazza Venezia e a via del Plebiscito durante la manifestazione indetta dai «Comitati dei terremotati della Provincia dell'Aquila».

La conferma nella ricostruzione contenuta nell'informativa informativa predisposta dalla Digos e consegnata all'autorità giudiziaria. Nel dettaglio, C.G. di 26 anni, descritto come «noto antagonista romano appartenente al Csa La Strada», più volte denunciato in occasione di manifestazioni non autorizzate e, da ultimo, nell'ottobre scorso per i reati di violenza, resistenza a P.U. ed altro in occasione di tafferugli tra antagonisti e forze dell'ordine nel corso di una manifestazione contro i Cie. Lo stesso C.G. è stato riconosciuto all'inizio della manifestazione di mercoledì scorso, nel corso del tentativo di sfondamento al cordone delle Forze dell'Ordine che si trovava in via del Corso altezza Piazza Venezia, mentre spingeva i militari. In questa fase, tra i manifestanti, sono stati notati altri cinque noti esponenti delle realtà antagoniste romane, in atti compiutamente identificati.

Tra loro alcuni innalzavano le bandiere con i colori della città de L'Aquila dove erano state inseriti i simboli dell'antagonismo, «la saetta nel cerchio». Durante la manifestazione, in particolare in via del Plebiscito, sono stati riconosciuti, nei momnti di tensione con le forze dell'ordine, 22 noti appartenenti ai Csa ed alle realtà antagoniste della Capitale, anch'essi tutti identificati. Proprio in quel frangente sono stati danneggiati i blindati di polizia e carabinieri e su alcuni sono state tracciate scritte ingiuriose contro le forze dell'ordine. Nei prossimi giorni potranno esserci altri sviluppi dopo la visione dei filmati della Polizia Scientifica che ha documentato tutte le fasi degli scontri.

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Andrea Riccardi

13/07/2010

  • 13/07/2010 14:01 nicola
    Ma io questi aquilani che vengono a Roma a manifestare e pretendono pure di arrivare sotto al Parlamento e non prendere le manganellate?! Ma come ragionano!? Le manganellate le hanno prese tutti quelli che volevano dissentire davanti al parlamento, mi sembra ovvio e giusto. Che pretese, ora perche' sei terremotato, ti hanno imposto una ricostruzione utile solo agli speculatori, hanno lasciato la tua citta' piena di macerie, pretendi di dimostrare a piazza Colonna, ma dai! Per quanto riguarda i teppisti estremisti comunisti dei centri sociali, solita roba, quando c'è da prendere le manganellate sono i primi! Viva la repressione!
  • 13/07/2010 13:32 antonio
    perchè non chiamarli semplicemente teppisti invece che " antagonisti" ? magari se il folto gruppo apparteneva alla destra estrema venivano definiti " estremisti, fascisti, teppisti, irriducibili nazisti, ecc.ecc. vogliamo finalmente definire le persone per quello che sono realmente? sarebbe ora...
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