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10/07/2010, 05:30
L'intrigo internazionale si conclude con un viaggio aereo. America e Russia hanno immediatamente trovato un accordo per risolvere la "spy story del Terzo Millennio".
La Guerra fredda del XXI secolo è durata poche settimane. Washington e Mosca hanno immediatamente trovato un accordo per risolvere questa spy story del Terzo Millennio. Le spie della porta accanto scovate dall'Fbi, dopo aver ammesso davanti ai giudici la loro colpevolezza, sono state rispedite a Mosca. I quattro russi che lavoravano per la Cia sono stati graziati dal presidente Medvedev e mandati in Occidente. Lontano anni luce il Check Point Charlie nella Berlino divisa dal Muro. Gli scambi di spie nella nebbia sul ponte Glienicke della Belino occupata o in un villaggio turco nella provincia di Van. Le spie che lavoravano per Mosca, compresa l'affascinante Anna «La Rossa» Chapman hanno lasciato ieri mattina gli Stati Uniti su un volo esclusivo del Dipartimento dEmergenza e nel primo pomeriggio sono atterrate all'aeroporto Domodedovo di Mosca. Nelle stesse ore un aereo è atterrato in una base militare della Gran Bretagna, la «Raf Brize Norton» nell'Oxfordshire, da dove sono scesi Igor V.Sutyagin, Sergei Skripal, Aleksandr Zaporozhsky e Gennadi Vasilenko, i quattro rilasciati dalla Russia.
Tutti e quattro erano stati condannati per aver fornito informazioni riservate su armamenti e strutture stategiche all'America. In particolare Sutyagin, esperto di armi nucleari, avrebbe venduto importanti informazioni strategiche. Gli Stati Uniti hanno spiegato che lo scambio di spie con la Russia è stato deciso per motivi di sicurezza nazionale e per ragioni umanitarie, sottolineando che i dieci agenti russi espulsi non rappresentavano alcun interesse strategico per Washington. La conferma è arrivata dal portavoce del Dipartimento di Stato Mark Toner. «Si è deciso che una decisione rapida e globale della questione doveva essere trovata per ragioni di sicurezza nazionale e umanitarie. L'imprigionamento prolungato dei dieci agenti non sarebbe servito a nessun interesse nazionale per l'America», ha detto Toner.
La nuova spy story che ha rischiato di riaprire la stagione della Guerra fredda, nonostante le personalità dei protagonisti, non potrà diventare un film. Almeno negli States. Infatti, le dieci spie russe arrestate dall'Fbi negli Stati Uniti ed espulse in cambio di quattro agenti che collaboravano con la Cia detenuti a Mosca, prima di partire hanno firmato un documento di rinuncia definitiva delle proprietà e dei conti correnti negli Usa e non potranno vendere i diritti delle loro storie sotto qualsiasi forma. I dieci agenti non potranno trarre profitti dalla vicenda. «Non è una clausola inconsueta in casi come questo che godono di una certa notorietà», ha commentato un alto funzionario dell'amministrazione Usa dopo l'accordo sullo «swap» tra Washington e Mosca.
10/07/2010