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07/07/2010, 05:30
Le bustarelle dell'ereditiera della L'Oréal inguaiano il presidente: le rivelazioni dell'ex contabile della facoltosa famiglia. La difesa: "Le accuse sono calunnie, il Paese non può lasciarsi irretire da questo orrore".
Chissà se Carlà usa i prodotti de L'Oréal per sembrare più bella al suo Sarkò? Di sicuro per il presidente francese è scandalò. E di quelli seri, targato Bettencourt: uno tsunami annunciato che travolge l'Eliseo. Perché dopo settimane di tam-tam contro il ministro del Lavoro Eric Woerth, quelle voci di «finanziamenti» all'Ump da parte dell'ereditiera di Francia - Liliane Bettencourt, figlia del dondatore de L'Oréal - sono alla fine diventate realtà. E lo scandalo è a elevata comunicazione telematica: la stoccata finale è arrivata anche questa volta on line dal sito Mediapart, che ha innescato sin dall'inizio lo scandalo pubblicando le registrazioni telefoniche del maggiordomo della miliardaria francese. Ieri un coup de theatre già scritto e solo da mandare in onda: Nicolas Sarkozy ricevette 150mila euro in nero dalla Bettencourt per la sua campagna per le presidenziali del 2007.
A rivelarlo, la ex contabile dei Bettencourt, Claire T., che ha dichiarato anche come l'attuale presidente francese riscuotesse fondi neri dalla famiglia fin dagli anni '80 e '90, quando era sindaco di Neuilly, il lussuoso sobborgo parigino in cui risiede Liliane Bettencourt. Claire T. ha riferito che nel marzo 2007 l'attuale ministro del Lavoro, Eric Woerth, ricevette come tesoriere dell'Ump 150.000 euro in contanti per finanziare la campagna di Sarkozy. E non ci sarebbero dubbi: «Compilai il libro mastro indicando la somma con la menzione "Bettencourt" scritta a mano - ha rievocato la contabile - facevo sempre così quando si trattava di denaro destinato ai politici, poiché non bisognava lasciare nulla di scritto».
Ma Sarkozy dovrà anche chiarire sulle bustarelle che avrebbe intascato da sindaco di Neuilly come ha raccontato la contabile dei Bettencourt che aveva lasciato il posto nel novembre 2008 dopo 12 anni di servizio: «Sarkozy riceveva la sua busta in un salone al piano terra, vicino alla sala da pranzo, e siccome i signori sono entrambi un po' sordi, dall'altra parte della porta si sentivano spesso cose che non si sarebbero dovute sentire». Sarkò cerca di volare alto, ma la sua poltrona trema: «Mi piacerebbe davvero tanto se il Paese si appassionasse ai grandi problemi anziché lasciarsi irretire da questo orrore», è sbottato Sarkozy da Brie-Compte-Robert smentendo tutte le accuse definite «calunnie».
Marino Collacciani
07/07/2010