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05/07/2010, 12:39
La Turchia romperà le relazioni con Israele se il governo israeliano non farà le sue scuse dopo l'attacco alla flottiglia di attivisti diretti a Gaza in cui rimasero uccisi nove cittadini turchi.
Turchia e Israele verso la rottura delle relazioni diplomatiche. Il ministro degli Esteri di Ankara, Ahmet Davutoglu, ha lanciato un ultimatum allo Stato ebraico, pretendendo le scuse per il blitz dello scorso maggio a bordo della flottiglia di aiuti diretta a Gaza. «Gli israeliani hanno tre opzioni - ha chiarito il capo della diplomazia turco, durante una visita nel Kirghizistan-, possono chiedere scusa o riconoscere un'inchiesta internazionale imparziale e le sue conclusioni. Altrimenti, i nostri rapporti diplomatici saranno interrotti».
Dichiarazioni che segnano un'escalation nei rapporti tra i due Paesi, fino a poco tempo fa molto stretti. Nelle ultime settimane è stato un susseguirsi di aspre polemiche a distanza tra i due governi. E non solo. Subito dopo il blitz dei corpi speciali israeliani, nel corso del quale sono rimasti uccisi nove attivisti turchi, Ankara aveva richiamato il suo ambasciatore in Israele, mentre pochi giorni fa è stato vietato lo spazio aereo ai velivoli militari israeliani. Il premier Benjamin Netanyahu, che ha istituito una commissione per far luce sull'accaduto, si è sempre rifiutato di chiedere scusa.
«Abbiamo mostrato loro una via d'uscita - ha proseguito Davutoglu -, se decidono di chiedere scusa in seguito alle conclusioni della loro stessa commissione, andrà tutto bene. Ma evidentemente dobbiamo prima verificare. Conoscono le nostre richieste - ha aggiunto il ministro degli Esteri -, Se non vogliono chiedere scusa, allora devono accettare un'inchiesta internazionale. Se non verrà fatto, proseguirà l'isolamento». Pochi giorni fa, il
ministro del Lavoro israeliano Benjamin Ben-Eliezer aveva smentito un'indiscrezione riportata dal quotidia turco Hurriyet, secondo cui lo Stato ebraico era pronto a discutere di eventuali risarcimenti per le vittime del blitz. Accordo che secondo il giornale sarebbe stato preso durante la riunione segreta - poi svelata dalla stampa - proprio tra il ministro e Davutoglu. «Non abbiamo nessun piano in tal senso - hanno chiarito dall'ufficio del Ben-Eliezer -, e il ministro non ha promesso niente del genere durante l'incontro».
05/07/2010