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27/04/2010, 05:30
Vertice italo-russo, firmata l'intesa con Putin. "Entro 3 anni via ai lavori per costruire le centrali". Spot Rai per sensibilizzare l'opinione pubblica. La Russia pronta a garantire finanziamenti.
La data è emblematica. Il 26 aprile 1986, infatti, esplodeva uno dei reattori della centrale nucleare situata nella cittadina ucraina di Cernobyl. Ventiquattro anni dopo Silvio Berlusconi e il premier russo Vladimir Putin si presentano davanti ai giornalisti nel salone di villa Gernetto a Lesmo (Monza) e lo fanno per parlare soprattutto di un tema: il nucleare. Che ha da tempo risolto i problemi legati alla sicurezza e che rappresenta una priorità assoluta per il governo italiano, impegnato a garantire la piena autosufficienza energetica al nostro Paese.
Così ,al termine dei due giorni di vertice italo-russo, Berlusconi rilancia: «Entro tre anni, ovvero nell'ambito della legislatura, partiranno i lavori per la costruzione della prima centrale nucleare in Italia». E mentre Putin assicura che la Russia, attraverso le sue società, è pronta a garantire finanziamenti e collaborazione tecnologica per la costruzione di nuove centrali nucleari nel nostro Paese, il Cavaliere parla anche di un altro progetto che servirà per «sensibilizzare» l'opinione pubblica. «Prima di individuare il posizionamento della prima centrale - osserva - dobbiamo fare una vasta opera di convincimento dell'opinione pubblica italiana.
Attualmente, infatti, la maggioranza dei cittadini vuole il ritorno dell'energia nucleare in Italia ma rifiuta la costruzione delle centrali nelle zone in cui vive. Per questo ho parlato con esponenti della televisione pubblica italiana perché raccolgano in alcuni filmati le esperienze dei francesi che abitano vicino alle centrali e le trasmettano in Italia. In Francia, infatti, le comunità locali scendono in campo per avere centrali in casa loro perché ormai hanno raggiunto una consapevolezza della non pericolosità degli impianti che portano anche tanta occupazione. È un lavoro che durerà più di un anno, ma è necessario». Anche se, aggiunge, «già adesso il 54% dei cittadini sono favorevoli al ritorno dell'atomo». Insomma il governo non ha nessuna intenzione di fermare il processo avviato anche perché, ricorda Berlusconi, «l'Italia aveva una lunga tradizione di produzione di energia atomica, ma dopo la tragedia di Cernobyl prevalsero gli ecologisti estremi e con un referendum si bocciò il nucleare».
Difficile dire se oggi quegli «ecologisti estremi» siano definitivamente scomparsi, certo è che le dichiarazioni del premier scatenano l'immediata reazione del fronte del no. E se Angelo Bonelli e i Verdi simulano un incidente nucleare davanti a Montecitorio, Pd, Idv e sinistra radicale si scagliano contro il governo. «L'ennesimo annuncio di propaganda sul nucleare - commenta il deputato democratico Ermete Realacci - denuncia tutte le difficoltà di Berlusconi di far digerire agli italiani una scelta sbagliata e antieconomica». «Tre anni per inizio lavori della prima centrale? - si domanda il responsabile ambiente del Pdci Claudio Saroufim - Prima di quella data speriamo che il suo governo sia già caduto». Mentre il capogruppo Idv alla Camera Massimo Donadi non ha dubbi: «Nessuna centrale sarà costruita in Italia. Il primo maggio inizieremo la raccolta di firme contro il nucleare ed il referendum spazzerà via la colossale truffa atomica».
Nicola Imberti
27/04/2010