Lei, una donna di 80 anni, italiana, malata di Alzheimer, è stata torturata tra le mura domestiche di una villetta a Veroli, un paesino in provincia di Frosinone. La sua «aguzzina», una ciociara di 53 anni che da quando era diventata vedova lavorava occupandosi delle persone anziane. A lei e alla madre era stato riservato il primo piano di quella villetta. Nulla lasciava presagire quello che sarebbe avvenuto da lì a poco tempo. A insospettire uno dei figli i lamenti che sovente udiva di notte. A volte sembravano urla soffocate, altre volte mugolii che si alternavano al pianto. E quelle ecchimosi che aveva spesso sulle braccia e sulle gambe. Chi le aveva procurato quei lividi? E poi c'era un'altra cosa che l' aveva profondamante sconvolto: non appena qualcuno tentava di avvicinarsi alla madre, questa si copriva il volto con le mani, come se avesse avuto paura di essere picchiata. Quei dubbi andavano dissipati. Così l'uomo, all'insaputa della badante, aveva installato telecamere in tutte le stanze del piano terra. Lui, attraverso un monitor, poteva raccogliere i fotogrammi dell'intera giornata. La badante pungeva le gambe della madre con un forchettone da cucina. Poco importava se l'anziana piangesse e si lamentasse per il dolore. Per non farla urlare le metteva un panno in bocca, poi la legava al letto con calze di nylon. In un'altra sequenza ha visto distintamente la «governante» che metteva un cuscino in faccia alla donna e le sferrava pugni sulla testa. L'uomo si è recato presso la caserma dei carabinieri di Veroli portando con sé quella documentazione «scottante». Quando il maresciallo, Gianluca Lombardi, che ha raccolto la denuncia si è recato nella casa per arrestarla con l'accusa di maltrattamenti continuati e lesioni aggravate, la cinquantatreenne è caduta dalle nuvole. Ha negato fino a quando non ha visto quei fotogrammi degni di un film dell'orrore. Non si esclude che nel corso dell'inchiesta possano spuntare altri anziani maltrattati dalla «badante».
Vai alla homepage
24/04/2010