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Facendo doppio click su una qualsiasi parola presente nell'articolo, sarà visualizzata la definizione della parola, così come è stata pubblicata all'interno del Vocabolario della Lingua Italiana Zingarelli 2010.
Alla fine del riquadro di spiegazione ne sarà proposta anche la traduzione in inglese, ripresa dal lemmario Italiano-Inglese del Ragazzini 2010.

08/03/2010, 18:01
Nel mirino la funzione Suggest del popolare motore di ricerca. Basta digitare poche lettere per vedersi comparire sullo schermo contenuti pornografici.
Bestemmie, oscenità, cattivo gusto. Affermazioni su perversioni che vanno oltre la volgarità. In questo ci si può imbattere nell'attività più comune e teoricamente più innocua del mondo di internet: fare una ricerca. Responsabile di questi "incidenti di percorso", nei quali possono incappare tutti gli utenti, anche quelli più giovani e fragili, è Google Suggest, la funzione del motore di ricerca che fa visualizzare all'utente stringhe di parole simili a quelle che sta digitando. A una prima analisi potrebbe sembrare una funzione utile che fa risparmiare tempo prezioso, ma andando più a fondo si scopre che basta scrivere poche lettere, anche senza significato, per notare frasi che si riferiscono esplicitamente a sesso, perversioni, incesto.
Le parole incriminate - Qualche esempio? È sufficiente digitare su Google le lettere "alle", inizio di numerose parole comuni, per vedersi consigliare dal troppo disinvolto suggeritore la frase "alle donne piace...", terminata in diversi e fantasioni modi che qui si preferisce soprassedere dal citare. Se questa potrebbe sembrare solo una goliardata informatica, il discorso si fa più serio se si digita la parola "Dio", che viene accompagnata da epiteti blasfemi. Allo stesso modo, scrivendo parti di parole che hanno a che fare col concetto di famiglia, le frasi "suggerite" sono oltremodo disgustose, essendo spesso riferite a incesto e violenza.
Colpa del porno - Ma come vengono generate le frasi? I termini che il sito giustappone alle parti di testo che vengono digitate è già una ricerca in sè: le stringe vengono setacciate tra tutte le pagine web pubblicate. Anche, dunque tra i numerosissimi siti con contenuti pornografici. Non si tratta quindi di ricerche precedentemente svolte dagli utenti, ma create arbitrariamente dall'algoritmo che sottosta al motore di ricerca.
Attenti ai minori - Come fare a difendersi da questa invasione? E soprattutto, come fare in modo che i minori, che sempre più massicciamente utilizzano la rete, non siano bersagliati da riferimenti sessuali e osceni? Come indica Google nella guida al servizio Suggest è sufficiente disattivare la funzione nelle opzioni del motore di ricerca. Ma oltre a questa difesa "passiva", è possibile inoltrare segnalazioni e denunce al forum dedicato agli utenti. In molti infatti chiedono che vengano rimossi i suggerimenti volgari e pornografici, anche se spesso gli utenti non trovano risposta.
Triste 8 marzo - Ad esempio il 28 febbraio scorso Sarap chiede che vengano eliminate delle frasi oscene che si trovano digitando la parola "ragazzine". Dopo cinque giorni Azzurra, dipendente di Google la rasserena scrivendo: "Grazie per la segnalazione, sarà prontamente tenuta in considerazione". Ad oggi, però, digitando la stessa parola su Google, le frasi suggerite sono "prostitute", "svestite", "pervertite". Stessa musica se si digitano le prime tre innocue lettere: "rag". Uno dei primi risultati è "ragazze all'asta". E oggi 8 marzo sulla home page di Google non c'è nessun riferimento alla Festa della Donna. Sarà un caso?
Davide Di Santo
08/03/2010