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24/02/2010, 05:20

Notizie - Interni Esteri

L'agguato fuori dal municipio

Pure Erdogan vittima del lancio della scarpa

Siviglia: Un curdo prova a centrare il premier turco. Da Bush ad Ahmadinejad e Wen Jiabao il gesto diventa "sport internazionale".

Il giovane curdo bloccato subito dopo il lancio della scarpa Ormai è uno sport olimpico. E se non c'è un manifestante, un no-global o un reporter ribelle che ti ha tirato una scarpa in faccia, oggi non sei un leader internazionale. L'ultima vittima del «lancio della scarpa» è il premier turno Recep Tayyip Erdogan, che mentre esce dal municipio spagnolo di Siviglia per infilarsi in macchina si ritrova nel pieno della notte con un proiettile con i lacci che sfreccia sopra la sua testa. Nessun ferito. Come solito lo «sportivo» contestatore viene subito immobilizzato: è un giovane di 27 anni curdo con passaporto siriano e 44 di piede. È l'ultimo di una serie di «atleti».

Il primo a sperimentare la displina è il giornalista della tv al Baghdadia del Cairo, che con un lancio di scarpa il 14 dicembre 2008 tenta di centrare George W. Bush, chiamandolo «cane», nel corso di una conferenza stampa congiunta a Baghdad con il premier iracheno. Resterà negli annali lo scatto di reni del presidente americano per evitare la pedata. Poco meno di due mesi e il 2 febbraio 2009 tocca a un giovane tedesco di 27 anni lanciare una scarpa stavolta contro il premier cinese Wen Jiabao, dandogli del «dittatore», durante un discorso a Cambridge.

Tre giorni dopo l'ambasciatore israeliano in Svezia, Benny Dagan, è colpito da scarpe e libri all'università di Stoccolma. Il 7 marzo, invece, mentre passeggia su un'auto cabriolet tra la folla, è il presidente Ahmadinejad a essere centrato da una calzatura. È il 28 marzo quando a una manifestazione contro il vertice dei ministri del Lavoro del G8 i dimostranti inondano di suole il portone del ministero della Funzione Pubblica di Renato Brunetta. L'India vive il suo momendo d'oro del «lancio della scarpa» nell'aprile 2009, in piena campagna elettorale: una giornalista dà il via a una protesta che colpirà il ministro dell'Interno, il candidato primo ministro dell'opposizione (preso due volte) e il premier in carica.

Da lì a poco, per precauzione, il premier Narendra Modi, parla al pubblico attraverso una rete. Il primo ottobre dello scorso anno c'è un «lancio» anche per il direttore dell'Fmi Domenique Strauss-Kahn, il 25 gennaio per il presidente del Sudan e il 27 è la volta del presidente della Corte suprema israeliani. Infine Erdogan. E anche lui, ora, è entrato nella classifica mondiale del «lancio della scarpa».

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Fabio Perugia

24/02/2010

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