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09/02/2010, 10:22
Il procedimento è iniziato nella sala di ricerca dell'impianto di Natanz dove è stata preparata una cascata di 164 centrifughe per l'arricchimento al 20%.
Il capo del programma nucleare iraniano, Ali Akbar Salehi, ha confermato oggi l'avvio delle operazioni per l'arricchimento dell'uranio al 20%. «Il processo è iniziato nella sala di ricerca dell'impianto di Natanz dove è stata preparata una cascata di 164 centrifughe per l'arricchimento al 20%», ha affermato Salehi, citato dall'agenzia stampa iraniana Isna mentre si stava apparentemente recando all'impianto. «Questa cascata potrà produrre al mese fra i 3 e i 5 chili di uranio arricchito al 20%, destinato al reattore per scopi medici di Teheran», ha riferito Salehi, aggiungendo che il processo verrà monitorato dagli ispettori dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea), presenti a Teheran.
Il portavoce del ministero degli Esteri, Ramin Mehmanparast, ha intanto dichiarato che l'avvio dell'arricchimento al 20% è una questione separata dalla proposta dell'Aiea di effettuare questo stesso arricchimento in Francia e Russia. «I colloqui sull'accordo per lo scambio dell'uranio possono ancora continuare perchè dobbiamo costruire nuovi impianti nucleari nel prossimo futuro per coprire i nostri bisogni energetici e medici, dobbiamo considerare anche il combustibile necessario a questi nuovi impianti», ha detto Mehmanparast. Ieri Salehi aveva annunciato l'intenzione iraniana di costruire altri 10 impianti per l'arricchimento dell'uranio nel corso del prossimo anno del calendario persiano, che inizia il 21 marzo.
«Alcuni impianti hanno bisogno di uranio al 3,5% e altri al 20%, per questo dobbiamo muoverci secondo le nostre necessità -ha detto il portavoce- abbiamo chiari progetti e chiari diritti nucleari e non possiamo aspettare in eterno che gli altri si decidano... La questione del reattore di Teheran è umanitaria e i malati non possono aspettare gli accordi politici». Mehmanparast si è infine scagliato contro le minacce occidentali di imporre nuove sanzioni. «Sarebbero un errore e porterebbero ad un'altra impasse», ha commentato. L'Aiea aveva proposto all'Iran un piano per effettuare in Francia e Russia l'arricchimento del combustibile necessario al reattore di Teheran, usato per scopi di ricerca medica. Il piano è stato accettato dai paesi occidentali, ma l'Iran ha avanzato una serie di obiezioni senza fornire una risposta definitiva.
Salehi ieri sera aveva precisato che se l'Iran riuscirà a trovare un accordo per lo scambio dell'uranio, per ottenere dall'estero il materiale di cui ha bisogno per alimentare il reattore di Teheran, cesserà l'attività avviata a Natanz. «In qualsiasi momento ci forniranno il combustibile, cesseremo la produzione al venti per cento», ha dichiarato, citato dalla televisione di stato.
09/02/2010