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07/02/2010, 05:20
L'ultimo titolo per PlayStation3 ispirato al capolavoro di Alighieri diventerà un film. Il protagonista, Dante, si muove nell'Inferno alla ricerca di Lucifero, per vendicare la morte della sua Beatrice.
«Dantès Inferno», divino videogioco per la PlayStation3. Anche se ambientato nel girone dei cattivi della Divina Commedia. Certo fa un po’ impressione pensare al Conte Ugolino «esplorato» da un joystick mentre solleva la bocca dal fiero pasto, ma gli autori di questo best seller da console hanno fatto bingo. Negli States l'Universal è già al lavoro per trarne un kolossal. E nel primo giorno di uscita in Italia il videogioco per Ps3 è andato esaurito, divorato proprio come avrebbe fatto l'appena ricordato nobiluomo pisano dal labbro insanguinato nel Canto XXIII dell'Inferno.
D'altro canto il fenomeno non deve stupire più di tanto, soprattutto se legato a un dato incontrovertibile: in tutto il mondo Dante Alighieri è materia di studio, come dimostrano gli oltre 400 corsi universitari a lui dedicati. Barnes&Nobles, forse la catena di librerie più famosa sul pianeta, conta nel suo catalogo ben 1.016 tra libri, saggi, e-book, audiolibri, cd dedicati alla Divina Commedia e al suo autore. Così, a distanza di 700 anni dalla sua creazione arriva un videogioco che ha già provocato polemiche e persino proteste in tutto il mondo: è un «Dantès Inferno» dove l'Alighieri non impersona il ruolo dello scrittore, ma di un guerriero che si aggira tra i gironi infernali, combattendo con i guardiani dei 9 Cerchi e con le anime perdute per salvare da Lucifero quella della sua amata Beatrice. Una nuova versione di Dante che ha conquistato gli appassionati, con la nascita di 10 milioni di pagine web e l'acquisizione di 20mila fan su Facebook, generando una vera e propria Dantès Mania.
Contestualmente, si è scatenata la polemica sui difensori del marchio doc della Divina Commedia. Infatti, durante il viaggio attraverso i luoghi infernali, Dante si troverà faccia a faccia col suo passato e con i peccati commessi, e dovrà affrontare mostri di ogni genere. Sono le scelte morali che il protagonista sarà chiamato a effettuare, in un intreccio di situazioni che coinvolge in modo «diabolico» i fruitori del videogame. Ma qual è il segreto del successo di «Dantès Inferno»? Lo abbiamo chiesto a un esperto. Ma non vi aspettate il sociologo o il massmediologo di turno di una rinomata Università. A fornirci un parere esauriente è Filippo Nicoletti, 14 anni, studente romano del IV Ginnasio. Attento conoscitore del settore videogiochi e colto osservatore della loro evoluzione, Filippo è stato tra i primi fortunati ad accaparrarsi l'agognato titolo: «In poche ore alla Feltrinelli di viale Giulio Cesare sono andati via 87 scatoloni...».
Cosa giustifica secondo te la Dantès-mania? «Intanto la storia, una bella trovata, descritta con una grafica nuova e spettacolare grazie ad ambientazioni originali e tecniche rivoluzionarie». Cosa ti attira di più? «Certamente il mondo del paranormale. Poi mi piace moltissimo uccidere i mostri». Hai trovato anche elementi di critica? «Sì, per certi versi i protagonisti della storia assomigliano a personaggi già visti. Ci sono troppi zombies e gnometti già conosciuti: in questo senso gli autori potevano fare di meglio». Gli sceneggiatori del film a stelle e strisce sono avvertiti.
Marino Collacciani
07/02/2010