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Facendo doppio click su una qualsiasi parola presente nell'articolo, sarà visualizzata la definizione della parola, così come è stata pubblicata all'interno del Vocabolario della Lingua Italiana Zingarelli 2010.
Alla fine del riquadro di spiegazione ne sarà proposta anche la traduzione in inglese, ripresa dal lemmario Italiano-Inglese del Ragazzini 2010.

Qualcuno dell'opposizione ha proposto di innalzare le tasse su vino e birra. I primi attacchi al vino li ha fatti la Bindi, tre lustri fa. Ma cosa c'è dietro questa rabbia?
Questa me l'ha raccontata il titolare di un agriturismo che lavora nel Monferrato. Lui produce vino e durante i momenti liberi dal lavoro nella vigna va a fare le consegne e talvolta si intrattiene a cena coi clienti. Una di queste volte ha bevuto una bottiglia di Grignolino del Monferrato Casalese (siamo sui 12,5 gradi) divisa in due e poi un grappino a fine cena. Poi ha fumato, ha chiacchierato e infine dopo circa 70 minuti si è messo in viaggio. Dopo due ore è stato fermato da una pattuglia e quindi sottoposto all'etilometro. E il risultato è stato zero. In un altro ristorante, di quelli stellati, ogni tanto arriva un signore dalla Svizzera, già avanti con gli anni, con la sua compagna. Mangia e beve ciò che desidera, e poi si mette in auto per tornare a casa.
Ma prima di far questo fa una passeggiata, più o meno lunga a seconda di quanto ha bevuto, qualsiasi sia l'ora. Poi si rimette in auto, anche senza un buon caffè. Il fatto che ritorni sistematicamente in quel locale significa che non lo hanno mai bloccato in flagranza di ubriachezza. Ora, entrambi i casi hanno sicuramente dei fondamenti scientifici, ma svelano anche un mare di non conoscenza che circonda la paura dell'etilometro. Il risultato è che si vive nel timore, si rinuncia a consumare vino senza conoscere o sapere come conoscere il proprio corpo. E siccome il vino è comunque il male di ogni cosa, pare che qualcuno dell'opposizione abbia proposto di innalzare le tasse su vino e birra, per aumentare le entrate dello stato.
Ora non so se nel Pd o nella Sinistra in genere ci sia un rapporto controverso con il vino (eppure è rosso). La prima ad attaccarlo fu Rosi Bindi quando ormai tre lustri fa, da ministro per la Salute propose di mettere in etichetta che nuoceva alla salute. Poi Ferrero di Rifondazione arrivò a equiparare il vino alla droga e adesso, proprio nel momento più difficile per il settore, la proposta di un altro aggravio. Ma cosa c'è dietro questa rabbia verso il vino? Berlusconi non è un produttore, anche se un pensiero lo aveva fatto in quel di Montalcino. Lo è D'Alema, invece. Dunque? Che tutti i viticoltori votino centrodestra? Non ci risulta neanche quello. E allora? La verità è che siamo alla politica del non realismo. Si mette l'etilometro ma non si fa una diffusa informazione di quale sia il rapporto del corpo con l'alcol e le sue reazioni. Ma chi si comporta in questo modo non mostra un gran senso di responsabilità.
Paolo Massobrio
22/01/2010