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    Alla fine del riquadro di spiegazione ne sarà proposta anche la traduzione in inglese, ripresa dal lemmario Italiano-Inglese del Ragazzini 2010.

Notizie - Interni Esteri

il "tesoro" nascosto dopo il crack

La pinacoteca segreta di Tanzi

L'esistenza dei quadri occultati in un servizio di Report sui Raitre della scorsa settimana. Le Fiamme Gialle scoprono 19 opere di grande valore nascoste dopo il crack.

Militari della Guardia di Finanza durante il sequestro ai danni di Calisto Tanzi, ex patron di Parmalat, di quadri di grandissimo valore artistico, stimati della Fiamme Gialle in un valore superiore ai 100 milioni di euro Le Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Bologna, nell'ambito delle indagini relative al crack Parmalat, hanno sequestrato 19 opere d'arte di estremo pregio direttamente riconducibili al patrimonio di Calisto Tanzi. L'esecuzione di una serie di perquisizioni avviate nei confronti di Strini Stefano, genero di Calisto Tanzi, e in alcune abitazioni private appartenenti ad altre persone ignare della natura e del valore dei quadri detenuti, ha consentito il rinvenimento di quadri d'autore.

L'indagine è stata condotta a ritmi serrati dai pm Lucia Russo e Vincenzo Picciotti. Tanzi aveva dichiarato neppure una settimana fa di non sapere nulla delle opere d'arte che un servizio di Report sosteneva fossero state occultate nell'imminenza del crack del 2003. La Finanza ha trovato dipinti e disegni dei più grandi artisti del XIX e XX secolo che Calisto Tanzi, patron della Parmalat inseguito dai creditori, aveva fatto nascondere nelle cantine e nelle soffitte di tre appartamenti, due a Parma e uno nella vicina Pontetaro. Il ritratto di ballerina, matita su carta di Degas, si trova ora nell'ufficio del procuratore della Repubblica di Parma Gerardo Laguardia, accanto a un autoritratto di Ligabue, alla scogliera di Pourville di Monet, a una natura morta di Gauguin, a un tronco d'albero di Van Gogh, a una natura morta di Picasso datata 1944, a un ritratto di signora, a grandezza naturale, di De Nittis.

Ancora imballati invece sono un olio di Manet raffigurante alberi, una natura morta di Van Gogh, un acquerello su carta di Cezanne, un pastello di Pizarro, un paesaggio di Severini, un' illustrazione di Grosz e una matita di Bergerie di Modigliani, e altro ancora. Quattro giorni di intercettazioni telefoniche continuate (alcune durate trenta ore di seguito) hanno consentito agli uomini delle Fiamme Gialle di individuare i terminali di una trattativa che a breve avrebbe portato alla vendita in blocco di tutta la pinacoteca del Cavaliere.

Le trattative erano in stato avanzatissimo e la Procura ritiene che le opere sarebbero state acquistate da compratori provenienti dalla Russia. Il luogo in cui sarebbe dovuto avvenire il passaggio di mano, probabilmente, è Forte dei Marmi. Grazie alle intercettazioni i finanzieri sono riusciti a dare un prezzo ad almeno una delle opere che avrebbero dovuto essere vendute: 10 milioni di euro per la scogliera di Monet. Secondo le dichiarazioni dello stesso Strini, genero di Tanzi, i dipinti sono stati occultati prima del crack.

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06/12/2009

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