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Facendo doppio click su una qualsiasi parola presente nell'articolo, sarà visualizzata la definizione della parola, così come è stata pubblicata all'interno del Vocabolario della Lingua Italiana Zingarelli 2010.
Alla fine del riquadro di spiegazione ne sarà proposta anche la traduzione in inglese, ripresa dal lemmario Italiano-Inglese del Ragazzini 2010.

Il primo è il misterioso "Mario" che parlò con lo zio della Orlandi dicendo di averla vista dopo la scomparsa. L'altro chiamò "Chi l'ha visto?" per indicare nuovi elementi per chiarire il giallo.
L'inchiesta sul rapimento di Emanuela Orlandi avvenuto il 22 giugno del 1983 potrebbe essere arrivata a una svolta interessante e la Procura di Roma ha ormai identificato i due telefonisti che in diverse occasioni si sono inseriti nella vicenda. Il primo è il misterioso «Mario» che il 28 giugno dell'83, sei giorni dopo il sequestro, parlò con lo zio della Orlandi dicendo di averla vista dopo la scomparsa. L'altro è colui che chiamò la trasmissione "Chi l'ha visto?" nel luglio del 2005 per indicare in sostanza che nella chiesa di Sant'Apollinare c'erano gli elementi per chiarire il giallo del rapimento. Ed in questa chiesa fu trovato sepolto il boss della Banda della Magliana Renato De Pedis. Dalle indagini svolte dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e dai suoi collaboratori è emerso che Mario era legato strettamente alla banda della Magliana mentre il secondo aveva rapporti più stretti e diretti con Renato De Pedis.
Secondo gli investigatori c'è «un legame molto stretto e interessato tra i due» che saranno prossimamente al palazzo di giustizia per essere interrogati. Allo stato nei loro riguardi non ci sarebbero provvedimenti da parte del magistrato che valuterà però la sua posizione dopo aver raccolto le loro dichiarazioni. Lo spunto per l'approfondimento dell'inchiesta e per giungere a queste identificazioni è stato fornito dalla recente deposizione di Sabrina Minardi, supertestimone della vicenda, la quale ha fornito elementi riguardanti le persone vicine a Renato de Pedis quando questi, al di fuori dell'attività della banda della Magliana, gestì il rapimento della Orlandi. All'identificazione dei due telefonisti si è giunti anche attraverso intercettazioni e perizie foniche.
Stamane nel quadro delle indagini a Palazzo di giustizia c'è stato anche un incontro tra la sorella di Emanuela Orlandi, Natalina, e il magistrato. La donna ha chiesto informazioni sugli sviluppi recenti del caso sottolineando che «ogni qual volta la stampa pubblica notizie sulla fine di mia sorella si rinnova per noi il dolore e la speranza che si giunga a risolvere questa vicenda».
24/11/2009