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Notizie - Interni Esteri

nuova inchiesta della procura di pescara

E rispuntano le indagini sulla sanitopoli infinita

Il nuovo filone parte sempre dallo stesso settore che ha già creato guai alle due giunte regionali passate.

PESCARA - Per la Sanitopoli abruzzese non c'è mai fine. A pochissime settimane dalla chiusura dell'inchiesta sulle presunte tangenti nella sanità privata, che il 14 luglio 2008 portò in carcere l'allora governatore Ottaviano Del Turco e mezza giunta regionale, nuovo blitz, nuovi arresti eccellenti, nuove indagini e, in aggiunta, anche un nuovo scenario, quello della ricostruzione post sisma.

Una nuova inchiesta, dunque, della procura di Pescara, firmata dal Pm Gennaro Varone, che in questi ultimi quattro anni, ha indagato a tutto tondo sulla gestione della sanità locale, attualmente commissariata a causa del debito. Era il 27 ottobre 2006 quando scattarono i primi arresti. Fu l'inizio di un ciclone o meglio di una "Bomba", come fu denominata allora quella operazione, condotta dalla guardia di finanza. Su disposizione del gip Guido Campli, fu arrestato l'allora numero uno della Fira, Giancarlo Masciarelli, insieme ad altre 10 persone, tra dirigenti della Finanziaria regionale ed imprenditori. Tutti, a vario titolo, furono ritenuti responsabili di una truffa alla Regione e all'Unione europea da 16 milioni di euro e tutti, oggi, imputati.

Nel settembre scorso, la procura di Pescara ha presentato nei loro confronti richiesta di rinvio a giudizio. Un provvedimento che riguarda in totale 64 persone e 39 ditte. Diversi i reati contestati che vanno dall'associazione a delinquere finalizzata, alla truffa, al falso, alla malversazione di contributi pubblici, alla corruzione. Tra gli imputati oltre Masciarelli, ritenuto dall'accusa a capo di un'organizzazione che avrebbe trasformato la Fira in una sorta di azienda privata, figurano l'imprenditore della sanità, Vincenzo Maria Angelini e l'ex assessore alla Sanità della giunta di centrodestra guidata da Giovanni Pace, Vito Domenici. Tutti personaggi al centro poi dell'inchiesta su presunte tangenti nella sanità abruzzese, che ha coinvolto Del Turco, e avviata non a caso, proprio in seguito alle indagini sulla Finanziaria regionale.

Dalla Fira si passò ad indagare, infatti, sulla cartolarizzazione dei debiti della sanità e da qui venne fuori il bubbone tangenti, su cui ormai la procura ha chiuso il cerchio e su cui si appresta a presentare la richiesta di rinvio a giudizio, che potrebbe essere firmata già prima di Natale. Questo vorrebbe dire che la prima udienza davanti al gup potrebbe esserci già nella prossima primavera. Trentatrè in totale gli imputati più due società.

Tra le persone coinvolte oltre a Del Turco e ad Angelini, che fece scattare le indagini rivelando ai magistrati di aver pagato tangenti per un totale di circa 15 milioni di euro ad alcuni amministratori regionali in cambio di favori, anche l'ex presidente della giunta regionale di centrodestra, Giovanni Pace e il parlamentare di Forza Italia, Sabatino Aracu, tirato in ballo prima dallo stesso Angelini e poi da un memoriale consegnato alla procura da una ex moglie. Insomma, un'inchiesta divenuta con il tempo bipartisan.

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Alessandra Di Filippo

24/11/2009

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