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Facendo doppio click su una qualsiasi parola presente nell'articolo, sarà visualizzata la definizione della parola, così come è stata pubblicata all'interno del Vocabolario della Lingua Italiana Zingarelli 2010.
Alla fine del riquadro di spiegazione ne sarà proposta anche la traduzione in inglese, ripresa dal lemmario Italiano-Inglese del Ragazzini 2010.

Dopo la morte di Brenda il terrore è aumentato, tanto da aver deciso di non lavorare per evitare di fare "brutti incontri". Le trans della Cassia hanno paura.
Sono terrorizzati. Hanno paura di fare la stessa fine di Brenda. Hanno addirittura scelto di non lavorare per un po'. Sono i trans che abitano sulla Cassia a temere di essere uccisi. Tra le loro paure, anche un gruppo di romeni che gira in zona: «Sono 4-5, ci picchiano e ci rapinano da tempo». Da ieri, dopo la morte di Brenda, il terrore è aumentato, tanto da aver deciso di non lavorare per evitare di fare «brutti incontri». E a temere di più, sono i romeni che abitano a poca distanza dal palazzo dove è stato trovato senza vita il trans coinvolto nello scandalo Marrazzo. «C'è una banda di romeni che gira da qualche settimana con un'auto blu, che picchia e rapina i trans», racconta Alessia, un transessuale che conosce bene la vittima.
In via Pirzio Biroli, distante qualche centinaio di metri da casa di Brenda, il transessuale Barbara ricorda gli ultimi istanti trascorsi con l'amica, cioè sette ore prima del ritrovamento del suo corpo senza vita. «Eravamo sedute su un muretto a bere whisky, come facevamo quasi tutte le sere. Alle nove mi ha salutata, dicendomi che andava a casa: aveva con sé un'altra bottiglia di whisky». Barbara ha ricostruito anche la vita dell'amica. «Aveva un carattere aggressivo da sempre, si arrabbiava spesso. Prima di venire in Italia è stata più volte in carcere in Brasile. Erano tre-quattro giorni che non dormiva e quindi aveva deciso di prendere sonniferi per addormentarsi. Riusciva a bere anche quattro bottiglie di alcool al giorno. Una volta ha aggredito una transessuale in casa puntandole un coltello alla gola, portandosi via tutti i suoi soldi. Quando era lucida, però, riusciva ad essere anche molto dolce e sorridente».
Alla domanda se volesse tornare in Brasile dopo lo scandalo Marrazzo, l'amica ha risposto nettamente: «Non ci pensava proprio, mi ha sempre detto che amava l'Italia e che nel suo Paese non sarebbe più tornata. Ai suoi parenti mandava parte dei soldi che guadagnava, ma lì non ci voleva tornare. La valigia preparata in casa l'aveva fatta perché era stata sfrattata, da tre mesi non pagava più l'affitto, circa 600 euro, e il proprietario le aveva detto di andare via. Si stava trasferendo in un'altra casa, sempre qui a Roma. Non era la prima casa che prendeva in affitto. Anzi, ne aveva cambiate diverse in sei anni. Questo doveva essere il suo ultimo trasloco».
Augusto Parboni
21/11/2009