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Facendo doppio click su una qualsiasi parola presente nell'articolo, sarà visualizzata la definizione della parola, così come è stata pubblicata all'interno del Vocabolario della Lingua Italiana Zingarelli 2010.
Alla fine del riquadro di spiegazione ne sarà proposta anche la traduzione in inglese, ripresa dal lemmario Italiano-Inglese del Ragazzini 2010.

Parla "la favorita" dell'ex governatore. "Forse Brenda ha fatto qualcosa". Il legale di Natalie: "Le due non si conoscevano".
«No che non ho paura, non ho fatto niente di male e non ho mai ricevuto minacce, perché mai dovrei temere?». È tranquilla Natalie, piede 45 e labbra gonfie. Ha mostrato la faccia più dolce nelle vecchie foto al mare. Ma ieri mattina a via Gradoli, dietro i grandi occhiali anche l'espressione traspariva più dura, non solo i tratti. Assediata dai giornalisti, la trans trovata in compagnia dell'ex governatore del Lazio Piero Marrazzo il 3 luglio, quando nell'appartamento di via Gradoli fecero irruzione i carabinieri, ha risposto ai giornalisti che hanno tentato in ogni modo di spillarle qualche dichiarazione sulla morte della "collega" Brenda.
«Sono tranquilla - ha ribadito la brasiliana - perché non ho fatto nulla». Tante cose ha detto Natalie. «Eravamo compaesane». E poi: «Non ero amica di Brenda. Non l'ho mai conosciuta. Non so se l'hanno uccisa», ha detto in un primo tempo. E ancora, rispondendo al suggerimento di un giornalista che obiettava se non trovasse quantomeno «strana» la morte di due persone legate alla stessa inchiesta, Natalie ha detto: «Strano è strano, però io non posso dire... Non ho rapporti di amicizia con quelli che abitano là sopra (la trans si riferisce probabilmente alle transessuali residenti in via Due Ponti, ndr). Sono di qua, conosco qualche mia compaesana».
Ma è difficile capire il significato delle parole di Natalie, che non parla un italiano fluente. Quel «qua» potrebbe rifersi a via Gradoli, al Brasile, o alla zona di Roma-Nord. E c'è spazio per la compassione. «Mi dispiace veramente della morte di Brenda - ha tenuto a sottolineare Natalie - perché quello che è successo non si augura a nessuno. Io non ho amicizia con lei, la conosco perché è mia compaesana». Poi pensa solo a sé. «Se lei si ubriaca come hanno detto la prima volta i giornali quando la polizia l'ha presa è una sua cosa privata. Se lei si droga o se lei è malata sono cose sue. A me non me ne frega - ha concluso allontanandosi dalle telecamere - A me importa solo di me stessa». E a chi gli chiedeva se si stesse recando in Questura, prima di salire su un taxi in via Gradoli ha risposto: «No, sto andando dall'avvocato». E ancora, pressata dai cronisti, che le chiedevano se credesse o meno al suicidio di Brenda, ha ipotizzato: «Non lo so. Se è successo quello che è successo a lei, può darsi che sia perché ha fatto qualcosa. Io non posso dirlo. Nessuno sa' la verità e io non posso dire una cosa che non so». «Può darsi che si è ammazzata, può darsi che qualcuno... - poi si è interrotta - Ma questa non è una cosa che mi riguarda, io non c'entro niente, bisogna vedere la perizia (l'esame autoptico, ndr)».
Sull'esistenza di un secondo video che ritrarrebbe Marrazzo, di cui sarebbe stata invece a conoscenza Brenda, Natalie ha ribadito di non saperne niente, come aveva già dichiarato agli inquirenti nel corso degli interrogatori come persona informata sui fatti: «Non l'ho visto, sono cose che si dicono in giro, però nessuno sa la verità. Non so se fosse sul computer di Brensa. Dicono di sì. Ma io non lo so».
In serata, poi, a mettere un po' d'ordine nei resoconti dei cronisti, sono arrivate le precisazioni del suo legale, l'avvocato Antonio Buttazzo: «La mia assistita non ha alcun motivo di preoccupazione per la sua incolumità in quanto del tutto estranea alle vicende di Brenda, che del resto non conosceva». «D'altro canto - aggiunge - è quantomeno prematuro affermare con certezza che la vicenda Marrazzo sia collegata a quest'ultimo fatto di sangue». Buttazzo ha inoltre precisato che la sua assistita non gode di alcuna forma di protezione o di tutela, ma è in Italia solo sotto forma di testimone di giustizia.
Marco Cardia
21/11/2009