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Facendo doppio click su una qualsiasi parola presente nell'articolo, sarà visualizzata la definizione della parola, così come è stata pubblicata all'interno del Vocabolario della Lingua Italiana Zingarelli 2010.
Alla fine del riquadro di spiegazione ne sarà proposta anche la traduzione in inglese, ripresa dal lemmario Italiano-Inglese del Ragazzini 2010.

Il generale Garofano oggi, davanti alle telecamere, chiarirà le sue dimissioni.
Fedele nei secoli, il generale Luciano Garofano ha preferito dimettersi dall'Arma per non trascinarla in un processo. Indagato dalla procura di Parma per peculato, il carabiniere-scienziato si dichiara innocente. Dimissioni che hanno già scatenato i dietrologi di professione. Ma oggi l'ex ufficiale è pronto a chiarire ogni aspetto delle vicende che in questi giorni lo vedono protagonista davanti alle telecamere in una conferenza stampa. Episodi disgiunti ma che qualcuno vuole legati in un solo intreccio. Di fatto sono due situazioni che corrono parallele.
L'iscrizione sul registro degli indagati è stata la spinta che ha provocato la «dolorosa» decisione: quella di lasciare gli alamari dopo averli indossati per oltre 30 anni. In questi giorni un altro atto ufficiale aveva creato ambascie al generale del Ris. Il Consiglio di Stato aveva dato ragione all'Arma sulla legittimità del suo trasferimento al comando del Racis di Roma. Un incarico al quale era stato destinato dopo la bocciatura all'elezioni europee del giugno scorso, alle quali Garofano si era presentato nella lista dell'Mpa-La Destra. Una disposizione infatti vieta di ricoprire comandi nella circoscrizione nella quale si è stati candidati.
Il comandante del Ris di Parma si era opposto a questa decisione rivolgendosi al Tar che aveva sospeso l'ordine del comando generale. «L'Arma conferma stima e apprezzamento per le qualità professionali e personali del generale Garofano e dei militari del Ris di Parma». È il commento dal comando generale dell'Arma dei carabinieri sulla vicenda Garofano. I militari del Ris, proseguono all'ufficio stampa di viale Romania, «operano con incarichi di consulenza e perizia conferiti anche a titolo individuale dall'autorità giudiziaria, secondo le regole fissate dal codice di procedura penale e dalla disciplina interna per l'uso delle strumentazioni dell'Amministrazione».
«L'Arma - viene infine sottolineato - è impegnata al fianco dell'autorità giudiziaria di Parma per chiarire ogni dettaglio della vicenda». Ora Garofano si trova a dire addio al suo lavoro di scienziato del crimine. Ma solo in divisa perché il biologo Garofano non abbandonerà il campo di cui è diventato un apprezzato esperto. La Scientifica dei carabinieri ha fatto passi da gigante anche grazie all'impegno e alle intuizioni di Garofano. Certamente l'ufficiale, appassionato della materia, si è spesso dedicato, oltre alle investigazioni alla letteratura e agli studi universitari. S
ono stati decine i gialli affrontati dall'ex comandante del Ris di Parma. Delitti spesso di difficile soluzione, tutti di grande risalto mediatico, molti caratterizzati dalle polemiche. Dalle indagini, nel 1992, sulla strage di Capaci prima di diventare nel 1995 è comandante del Ris di Parma. Garofano si è trovato a gestire molti casi giudiziari avvenuti negli ultimi decenni nel nord Italia dalla strage di Erba, il serial killer Bilancia, il caso di Erika e Omar. Unabomber e poi Garlasco e il caso Cogne. E proprio quelle indagini sull'omicidio del piccolo Samuele Lorenzi, sono all'origine dell'iscrizione di Garofano nel registro degli indagati in seguito agli esposti del suo «nemico», l'avvocato Carlo Taormina.
Ultima indagine scientifica che porta la firma del generale Garofano e quella sulla morte di Simonetta Cesaroni e il rinvio a giudizio di Raniero Busco. Una vita in «prima pagina» che gli ha procurato critiche e nemici. Noon lo hanno certo aiutato a conquistare simpatie i successi in libreria con i suoi libri ispirati dalle indagini che aveva seguito. Ora afflitto da quelle «accuse che fanno male» come ha confessato, Garofano ha scelto di dimettersi dedicandosi alla famiglia: sua moglie e le sue quattro figlie. A Parma, città alla quale è ormai indissolubilmente legato.
Maurizio Piccirilli
17/11/2009