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Notizie - Interni Esteri

Viaggio in Asia Prima tappa in Giappone del presidente americano

Obama rassicura Tokyo: sempre alleati

Cristiano Del Riccio TOKYO Il futuro dell'America e il futuro dell'Asia sono inestricabilmente collegati: gli Stati Uniti sono una nazione del Pacifico e intendono rafforzare sempre più la loro presenza in questa regione.

Il presidente Barack Obama, fin dalle battute iniziali del suo primo viaggio in Asia da inquilino della Casa Bianca, ha cominciato a seminare il messaggio chiave della sua visita nell'Estremo Oriente, cominciata dal Giappone. Ma il vento di cambiamento soffiato negli ultimi anni nella realtà asiatica e in tempi più recenti nei rapporti tra Washington e Tokyo, dopo l'ascesa al potere del partito Democratico e del premier Yukio Hatoyama, hanno costretto il presidente americano a modulare il suo messaggio per non creare ancora più attrito con il Giappone, dove la questione della presenza militare Usa a Okinawa è argomento esplosivo. Del resto era stato lo stesso Hatoyama a dare fuoco alle polveri con una campagna elettorale impostata (come quella di Obama) sulla parola «Cambio» e sulla revisione dell'accordo sulle basi militari (per un totale di 47 mila soldati) già negoziato nel 2006 e basato all'epoca sul principio del proseguimento della presenza Usa ad Okinawa, anche se con meno soldati e con lo spostamento in un'altra aerea, meno densamente popolata. Così Obama ha ribadito ieri che l'alleanza tra le due maggiori potenze economiche del pianeta (ma ancora per poco: la Cina sta per scavalcare il Giappone) è ancora «il pilastro di sostegno della sicurezza e della prosperità» dell'intera regione asiatica che si affaccia sul Pacifico. Ma è un rapporto che deve essere aggiornato, per adeguarlo alla nuova realtà del XXI Secolo, ha sottolineato Obama. Il presidente Usa ha rassicurato i giapponesi: i due paesi sono«partner alla pari».

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14/11/2009










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