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Facendo doppio click su una qualsiasi parola presente nell'articolo, sarà visualizzata la definizione della parola, così come è stata pubblicata all'interno del Vocabolario della Lingua Italiana Zingarelli 2010.
Alla fine del riquadro di spiegazione ne sarà proposta anche la traduzione in inglese, ripresa dal lemmario Italiano-Inglese del Ragazzini 2010.

Le lettere: la Cesaroni decrive il suo amore per Raniero Busco rinviato a giudizio. Gli scritti agli atti dell'inchiesta risalgono a 8 mesi prima dell'assassinio. Un solo desiderio, sentirsi dire ti amo.
«Voglio odiarlo, odiarlo più di quanto lo amo, sono disgustata da tutto questo. Io merito qualcosa di più, qualcosa di vero e di pulito. L'amore è fatto di piccole cose, un sorriso, una carezza. Invece io l'unica cosa che ho ricevuto in cambio è indifferenza e sesso». Così Simonetta Cesaroni, uccisa il 7 agosto del 1990 in via Poma a Roma con 29 coltellate, scriveva in una lettera ad un'amica, datata Natale 1989. Alcune lettere della ragazza sono state allegate agli atti dell'inchiesta sul suo omicidio, per il quale Raniero Busco, allora fidanzato di Simonetta, il 3 febbraio prossimo andrà a processo davanti alla Corte di Assise. Le missive sono state lette ieri durante la trasmissione «Mattino cinque», che ha pure intervistato Roberta Milletari, la moglie di Raniero Busco. Otto mesi prima di essere uccisa, dunque, Simonetta scrive questa lettera in cui affiorano i suoi problemi con il fidanzato: «Caro Babbo Natale, quanto tempo è passato da quando ti ho scritto l'ultima volta? Tanto tempo, forse troppo per una persona come me piena di sogni, speranze e dovrei dire illusioni. Ho sempre sognato di essere una donna, ma per fare una donna ci vuole un uomo, e non so se riuscirò a trovarlo. Ho imparato a mie spese che amare qualcuno non significa necessariamente essere felici perché amare senza essere riamati è sinonimo di sofferenza, solitudine continua e incessante. L'amore è fatto di piccole cose, un sorriso, una carezza. Invece io l'unica cosa che ho ricevuto in cambio è indifferenza e sesso. Tutto è così squallido. Mi fa sentire un oggetto nelle mani di una persona e la cosa brutta è che sono cosciente del fatto che un giorno, quando si sarà stufato di me, mi lascerà e sarà fiero di sé stesso. Vorrei che almeno una volta mi dicesse ti amo».
Ed è questo che Simonetta chiede: «Caro Babbo Natale vorrei una cosa, forse l'unica che mi manca: il suo amore». Agli atti della procura c'è anche una lettera a una amica, in cui Simonetta è ancora più dura: «Sono sempre più in basso e la cosa peggiore è che non riesco ad uscirne. Tante volte mi sono svegliata la mattina convinta che l'avrei fatta subito finita, ma una volta davanti a lui non ne ho avuto la forza. Se amarlo significa star male, annullare se stessa, allora no, deve finire. Ieri sera per l'ennesima volta mi ha presa in giro, voglio odiarlo, odiarlo più di quanto lo amo, sono nauseata, disgustata da tutto questo non solo di lui, anche di me stessa perché non ho abbastanza rispetto di me per dire basta. Hai ragione tu. Io merito qualcosa di più, qualcosa di vero e pulito». E nella brutta copia della lettera, Simonetta aggiunge: «Ti capisco quando dici di non voler più uscire con noi per il modo in cui tratta me e per l'opinione sbagliata che sicuramente tirerebbe fuori dalla sua mente così contorta». Poi aggiunge, e subito cancella questa frase: «Se ci prova con te è meglio se si va a nascondere, potrei ucciderlo. Pensa che liberazione: farei un piacere a tante persone e anche a me stessa».
14/11/2009