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    Alla fine del riquadro di spiegazione ne sarà proposta anche la traduzione in inglese, ripresa dal lemmario Italiano-Inglese del Ragazzini 2010.

Maxi operazione a Milano

Sgominata cellula criminale algerina
Maroni: "Terroristi in franchising"

Diciassette arresti, il bottino di furti e rapine veniva riciclato per finanziare attività terroristiche fuori dall'Italia. Il ministro degli Interni: "A Milano problema rilevante".

finanza Una multinazionale del crimine, finalizzata a spostare ingenti qualità di denaro in Algeria. A partire dalle prime ore del mattino, oltre cento finanzieri del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Milano, in collaborazione con altri Reparti del Corpo e con le unità antiterrorismo francesi, austriache, svizzere, spagnole, inglesi ed algerine stanno eseguendo 17 ordinanze di custodia cautelare in carcere (di cui 6 in Italia) emesse dal Gip di Milano Gambitta, nei confronti di un'organizzazione criminale internazionale formata da soggetti algerini, responsabile di molteplici reati quali il possesso e la fabbricazione di documenti d'identità falsi, ricettazione e altri reati di falso, il tutto con l'aggravante della transnazionalità.


Maroni: terrorismo franchising - Il ministro degli Interni Roberto Maroni, al termine di una conferenza stampa a Palazzo Chigi, ha affermato che l'organizzazione sgominata oggi è una cellula terroristica. E ha mostrato preoccupazione per gli episodi avvenuti a Milano negli ultimi mesi. Nel capoluogo lombardo, infatti, starebbe prendendo piede una forma di "terrorismo in franchising". La cellula terroristica algerina "organizzava trasferimenti di valuta e raccoglieva fondi per finanziare attività terroristiche fuori dall'Italia", ha detto Maroni. "L'evoluzione da queste cellule che raccolgono fondi, ai kamikaze fai da te, attraverso il sistema che abbiamo definito di terrorismo 'in franchising' - prosegue - è un'area in cui questi fenomeni si stanno sviluppando e che seguiamo con grande attenzione." 
 

Nomi nelle liste dell'Onu - Le indagini del Gico, iniziate nel 2007 e coordinate dalla Procura della Repubblica di Milano hanno fatto emergere un'organizzazione operativa in Italia e capillarmente ramificata a livello internazionale composta anche da alcuni soggetti inseriti nelle liste antiterrorismo dell'Onu che riproduceva documenti falsi per consentire agli associati libertà di movimento su tutto il territorio europeo e nordafricano avvalendosi di molteplici identità di copertura. Scopo dell'organizzazione era l'invio di denaro in Algeria.


Il ricavato del riciclaggio in Algeria con tanti piccoli invii - L'associazione si finanziava attraverso la commissione sistematica di borseggi, rapine e furti e provvedeva anche a ricettarne i ricavati: è stato così accertato un volume d'affari di 1 milione di euro in tre anni. Il denaro veniva poi trasferito a mezzo corrieri in Algeria, senza superare i limiti di valuta esportabile (10.000 euro) e, per non destare sospetto, utilizzando ogni volta identità di copertura diverse. Spesso sono state usurpate le identità di calciatori algerini che nel tempo hanno militato nei campionati professionistici europei. Nel corso delle investigazioni sono stati rilevati contatti tra gli indagati e soggetti nordafricani coinvolti in indagini per terrorismo internazionale da diverse magistrature europee.


Arrestati anche sei favoreggiatori -  Oltre ai 17 arresti di oggi, negli oltre due anni di indagini svolte sono stati già arrestate ulteriori 6 persone per reati di falso ed immigrazione clandestina. Contestualmente agli arresti, sono in corso alcune perquisizioni, una delle quali ha già permesso di scoprire un magazzino sito in provincia di Bergamo pieno di prodotti elettronici che, ad un primo esame, risultano frutto di ricettazione.
 

 

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12/11/2009

  • 12/11/2009 19:05 Fernando Termentini
    Un’altra dimostrazione che in Italia, purtroppo, come nel resto del mondo, ci sono sicuramente cellule terroristiche dormienti pronti ad aggregarsi al momento voluto. L’arresto degli algerini evidenzia questo aspetto ma sottolinea soprattutto che le aggregazioni terroristiche hanno grande bisogno di un supporto logistico significativo in termini di materiali specifici e risorse economiche. Un appoggio che può essere assicurato solo con strutture logistiche radicate sul territorio da tempo, ben strutturate ed operanti sotto copertura, oppure attraverso accordi con la malavita locale. Forse una particolare opera di intelligence in questa direzione potrebbe aiutare ad individuare per tempo i disegni eversivi e disarticolare le convivenze. Fernando Termentini mail@fernandotermentini.it
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