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Alla fine del riquadro di spiegazione ne sarà proposta anche la traduzione in inglese, ripresa dal lemmario Italiano-Inglese del Ragazzini 2010.

Maroni: si formano, finanziano e addestrano per fare attentati da noi. Sulla sicurezza rassicura: "Dal premier Silvio totale impegno per maggiori risorse".
"Pensiamo che ci possano essere cellule in Italia che si formano, finanziano e addestrano per fare attentati da noi". Lo ha detto il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, nel corso di un incontro con i giornalisti nella sede della Stampa estera a Roma. Maroni ha spiegato che dopo l'attentato di Milano in Italia "il quadro è cambiato. Ne ho parlato ieri al G6 di Londra - ha riferito il ministro - c'è un'evoluzione che mi preoccupa molto nel nostro Paese, dopo il fatto di Milano". La vicenda del kamikaze libico, per Maroni, "segna una svolta nella presenza di queste attività in Italia".
Fino all'attentato di Milano, ha continuato Maroni, "in Italia le cellule raccoglievano fondi e facevano reclutamento per azioni da compiere all'estero". Ora, secondo Maroni, "il quadro è cambiato e - ha spiegato il ministro -pensiamo che ci possano essere cellule in Italia che si formano, finanziano e addestrano per fare attentati da noi". Secondo il ministro dell'Interno, in Italia "non siamo ancora al fenomeno dell'homegrown terrorist, come in Gran Bretagna e in Spagna, ma ci siamo molto vicini".
Per Maroni, se fosse stata già in vigore la legge sulla cittadinanza che riduce i tempi per l'ottenimento da dieci a cinque anni, l'attentatore libico "sarebbe stato un cittadino italiano". Il ministro ha poi ribadito: "Siamo molto preoccupati. Analizzando poi il fenomeno del terrorismo di Al Qaeda in 'franchising' Maroni ha concluso sostenendo che: "Non c'è Al Qaeda in Italia, ma cellule che vi fanno riferimento e in qualche modo hanno ottenuto l'autorizzazione da Al Qaeda. È un fenomeno che stiamo ancora investigando".
Poi il ministro è tornato sulla questione della sicurezza e dei fondi che aveva creato polemiche nei giorni scorsi. "Dal premier Silvio Berlusconi c'è un totale impegno per garantire maggiori risorse al comparto sicurezza - ha dichiarato Maroni - Stamattina, a margine del Consiglio dei ministri, Berlusconi mi ha assicurato un suo totale impegno per garantire maggiori risorse al comparto sicurezza". "Si tratta di un fatto - ha aggiunto il ministro - che ho apprezzato molto. Non so se sia frutto di quella mia dichiarazione dell'altro giorno, ma se è così ben venga". In precedenza il ministro aveva spiegato che, per il comparto sicurezza, "il rinnovo del contratto è una trattativa in corso, che non dipende da me, ma dal ministro Brunetta". Maroni ha poi concluso sostenendo che, "il fatto che il premier abbia riconosciuto che la sicurezza è in cima alle priorità del governo è un fatto molto positivo".
06/11/2009