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Notizie - Interni Esteri

gelmini: è il simbolo della nostra tradizione

Il governo farà ricorso

Il governo italiano ricorrerà contro la sentenza della Corte europea dei ditti dell'uomo che ha bocciato il crocifisso nelle aule scolastiche come violazione della coscienza e della libertà religiosa.

Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini Il governo presenterà ricorso contro la sentenza della Corte europea dei ditti dell'uomo che ha bocciato il crocifisso nelle scuole come "violazione della coscienza e della liberta' religiosa". "Non ci terremo questa sentenza e andiamo in Grande Chambre", ha detto il giudice Nicola Lettieri, rappresentante del governo italiano presso la Corte Europea. "Quello che abbiamo sempre sostenuto e' che il crocifisso e' si' un simbolo religioso ma con una portata umanistica e legata all'etica e alla tradizione nazionale". "A imporlo per primo", nota Lettieri, "fu il Regno di Sardegna, quello della breccia di Porta Pia". Nella sentenza odierna, prosegue Lettieri, "la Corte riconosce questa polivalenza, ma è prevalso il dato religioso".

L'altro dato che Lettieri sottolinea e rafforza la necessità di ricorrere contro la sentenza di oggi e l'elemento concordatario che fa da base ai rapporti tra Stato italiano e Vaticano. "Lo Stato italiano", spiega Lettieri, "non è laico ma concordatario, si toglie alcune prerogative per darle a una religione dominante". Il ricorso di Roma contro la sentenza non è automatico: a decidere se arriverà alla Grande Chambre sara' una Chambre composta da sette giudici.

"La presenza del crocifisso in classe non significa adesione al Cattolicesimo ma è un simbolo della nostra tradizione. La storia d'Italia passa anche attraverso simboli, cancellando i quali si cancella una parte di noi stessi".Questo il commento del ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini alla sentenza della Corte Europea dei diritti dell'uomo sul crocifisso. "Nel nostro Paese - sottolinea Gelmini - nessuno vuole imporre la religione cattolica, e tantomeno la si vuole imporre attraverso la presenza del crocifisso. E' altrettanto vero che nessuno, nemmeno qualche corte europea ideologizzata, riuscirà a cancellare la nostra  identità". E poi, osserva, "la nostra Costituzione inoltre riconosce, giustamente, un valore particolare alla religione cattolica. Non vorrei che alcune norme a cui si rifanno i giudici della Corte di Strasburgo fossero in contrasto con il nostro dettato costituzionale. Non è eliminando le tradizioni dei singoli paesi che si costruisce un'Europa unita, bisogna anzi valorizzare la storia delle nazioni che la compongono. Per questi motivi - conclude - secondo me il crocifisso rappresenta l'Italia e difenderne la presenza nelle scuole significa difendere la nostra tradizione".

"La decisione della Corte di Strasburgo ha dato un colpo mortale all'Europa dei valori e dei diritti e il governo farà ricorso". Anche il ministro degli Esteri, Franco Frattini, impegnato a Marrakesh in un Forum internazionale tra i Paesi del G8 e quelli del Medio Oriente allargato, ha commentato così la sentenza. Per Frattini, "l'identità cristiana è la radice dell'Europa e la decisione della Corte di Strasburgo «è un colpo mortale alla possibilità che l'Europa cresca e non sia solo un'Europa dei mercati".

Il titolare della Farnesina annuncia inoltre che, "il governo farà ricorso contro questa decisione che noi critichiamo per le implicazioni che potrà avere. In un momento - ha aggiunto Frattini - in cui cerchiamo la vicinanza tra diverse religioni si dà una picconata alla religione cristiana".

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03/11/2009

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