Arriva però a questo appuntamento con l'immagine appannata dagli estesi brogli che hanno segnato il primo turno della consultazione e che hanno portato all'annullamento di oltre un milione di voti e quindi al «taglio» del suo risultato: dal 54,6%, sancito in un primo tempo dalla commissione elettorale, al 49,67%. Guida il paese dal 2001, prima a capo del governo di transizione formato subito dopo la sconfitta dei talebani, poi con l'approvazione della Loya Jirga, l'assemblea tradizionale dei capi tribali, e dal 2004 come primo presidente eletto della storia del paese. Sempre sorridente e pronto alla battuta, Karzai si è costruito una rete di contatti a livello nazionale con politici locali, leader tribali, sui quali ha costruito il suo seguito. È sposato dal 1999 con una dottoressa ed ha un figlio di due anni. Capo tribale di etnia pashtun, originario di Kandahar, tutt'ora feudo degli integralisti islamici, è un fine e sperimentato politico, con salde radici anche negli Stati Uniti, che però non hanno impedito alcune frizioni con Washington che ha a più riprese imputato al suo governo uno scarso impegno contro la corruzione e nel contrasto ai talebani e al narcotraffico. Scampato a quattro attentati, Karzai è favorevole all'intervento militare straniero, anche se negli ultimi tempi ha spesso criticato le forze internazionali. A pochi giorni dalle elezioni del 20 agosto scorso ha anche cercato di convincere gruppi talebani ad accettare una tregua, ma senza successo.
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02/11/2009