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Facendo doppio click su una qualsiasi parola presente nell'articolo, sarà visualizzata la definizione della parola, così come è stata pubblicata all'interno del Vocabolario della Lingua Italiana Zingarelli 2010.
Alla fine del riquadro di spiegazione ne sarà proposta anche la traduzione in inglese, ripresa dal lemmario Italiano-Inglese del Ragazzini 2010.

Nuove immagini "sfocate" del leader di Al Qaeda. In video il volto di un uomo che somiglia a Bin Laden e girato lo scorso 20 settembre durante la celebrazione del Ramadan.
È vivo. E osa anche farsi vedere in pubblico. Osama Bin Laden si materializza in un video con immagini, forse volutamente, sfocate girato durante la festa dell'Eid Al Fitr in occasione del discorso pubblico di uno dei colonnelli di Al Qaeda, Abu Yahya Al Libi. Al termine del discorso, l'immagine si fa sfocata, si sposta sulla folla dei presenti e zumma su un volto che ricorda quello di Bin Laden. Il video, 45 minuti e 37 secondi di durata e datato Shawwal 1430, quindi risalirebbe al 20 settembre scorso. Le immagini sono diffuse da «As Sahab», la casa di produzione ufficiale di Al Qaeda.
Dalla visione del materiale rimangono ancora forti dubbi sull'identità dell'uomo che appare nel video. La bassa qualità dei tre fotogrammi impedisce, infatti, di avere l'assoluta certezza che la persona ripresa dall'occhio della telecamera sia proprio lo sceicco del terrore. Ma anche il promo del video mostra l'immagine di Al Libi e poi quella «sfocata» dell'uomo misterioso. Neanche i potenti mezzi a disposizione della Intelcenter, la company americana specializzata nell'intercettazione di documenti di propaganda islamica, sono riusciti a schiarire i pixel per svelare la vera identità di colui che ha partecipato al comizio di Al Fitr.
A prima vista, la barba, il naso e l'immancabile turbante bianco sembrerebbero tratteggiare una sagoma del tutto simile a quella di Bin Laden anche se gli analisti statunitensi si dicono ancora molto cauti. L'ultima prova certa del fatto che lo sceicco fosse vivo risalirebbe infatti al 2007 quando i vertici di Al Qaeda diffusero uno dei loro famosi filmati di minaccia all'Occidente. La presenza nel video dell'uomo più ricercato crea non poche congetture. Perché il leader di Al Qaeda partecipa a a un evento pubblico di tale importanza come l'Eid al Fitr e lascia la scena a un suo vice? Un segno della diminuita importanza nell'organizzazione o una scelta tattica? Certo è che la diffusione delle immagini sul web attraverso i siti di ispirazione jihadista stanno rilanciando la causa di Al Qaeda.
E tutto avviene mentre il presidente Obama tentenna sull'invio di nuove truppe in Afghanistan e gli alleati del contingente internazionale stanno ancora chiedendosi quale strategia attuare per contrastare i talebani. Sull'altro fronte, i «difensori dell'Emirato del Kharasan» stanno applicando a memoria la loro strategia da una parte all'altra del confine dell'Af-Pak. Spingendosi anche in Iran così da creare il maggior scompiglio nelle retrovie del nemico. Ieri è stata una giornata chiave di questo modello di guerra asimmetrica fatta di attentati devastanti nel cuore delle città. Un assalto talebano a una foresteria dell'Onu a Kabul e poco dopo l'esplosione di un'auto-bomba che fa strage in un mercato della cittàpakistana di Peshawar.
La furia talebana ha così accolto il segretario di Stato, Hillary Clinton, arrivata a Islamabad nel tentativo di rafforzare le relazioni bilaterali con un Paese, il Pakistan, alleato strategico nella lotta al terrorismo, ma sempre più nella morsa della violenza estremistica. Oltre 100 i morti a Peshawar, tra cui molte donne e almeno undici bambini è avvenuto a Peepal Mandi, un mercato molto caratteristico e un tempo meta di turisti situato in una zona centralissima della tormentata capitale della provincia della frontiera del Nord-ovest.
Più o meno alla stessa ora in Afghanistan, cinque terroristi con cinture imbottite d'esplosivo hanno fatto irruzione in una sede dell'Onu e ingaggiato per circa due ore uno scontro a fuoco con le forze di sicurezza afghane. All'interno della foresteria c'erano una decina di impiegati e quando l'esercito afghano ha ripreso il controllo della situazione nove di loro erano morti. L'attacco ha coinciso con il lancio di razzi contro il centralissimo Hotel Serena, costruito dall'Aga Khan, molto frequentato dagli occidentali, attacco che ha costretto un centinaio di ospiti a trovare rifugio in un bunker, ma non ha creato vittime.
Maurizio Piccirilli
29/10/2009