Le due autobomba guidate da attentatori suicidi sono esplose alle 10:15 locali a distanza di dieci minuti l'una dall'altra nell'affollata via Haifa, poco lontano dal Tigri e dalla superprotetta Zona Verde. La prima ha puntato sugli edifici che ospitano il ministero della giustizia, del lavoro e degli affari sociali ed è esplosa, secondo testimoni oculari «all'ultimo posto di blocco prima dell'ingresso del ministero della giustizia». La seconda ha colpito invece la sede del governatorato di Baghdad, sventrandone la facciata. Mentre il ministero della sanità parla di meno di cento morti e di 200 feriti, fonti della polizia locale riferiscono di 132 persone uccise. Centinaia, forse addirittura 500, i feriti, colpiti da schegge di muri e vetrate anche a distanza di parecchi isolati dal luogo delle esplosioni. I quattro edifici sono stati in parte demoliti dalla forza d'urto delle esplosioni e quel che rimane, secondo la protezione civile di Baghdad, non sarà utilizzabile per mesi. Dopo poche ore sul luogo dell'attentato si è recato il premier Nuri al Maliki, in corsa alle prossime elezioni legislative di gennaio 2010. «È terrorismo contro il processo politico democratico».
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26/10/2009