A celebrare il rito è stato don Alessandro Santoro, 44 anni, parroco della Comunità delle Piagge, spesso in contrasto con le gerarchie ecclesiali per le sue posizioni di «frontiera». E lo ha fatto nonostante l'arcivescovo di Firenze, monsignor Giuseppe Betori, in una lettera indirizzata ad Alvino il primo ottobre scorso, avesse ribadito il precetto, ossia l'ingiunzione a non celebrare il matrimonio. Alvino e Fortunato Talotta, 58 anni, sono sposati civilmente da 26 anni. Lei, che si dichiara «cattolica praticante», da qualche anno ha cominciato una «battaglia» per vedere riconosciuta la propria unione anche dalla Chiesa. Gli sposi sono arrivati pochi minuti prima delle 11 davanti al prefabbricato della Comunità delle Piagge, dove ogni domenica don Santoro celebra la messa e dove, durante la settimana, vengono svolte le diverse attività della comunità. Tailleur grigio perla per lei, ravvivato da un foulard maculato, e stessa fantasia per le scarpe e per gli occhiali; abito blu scuro per lui. All'arrivo della coppia un piccolo bouquet di tre rose bianche per la sposa donate da una parrocchiana davanti a molti giornalisti, fotografi e cameramen. Ma quando inizia la messa cineprese e macchine fotografiche restano fuori. A chiederlo è stato lo stesso don Santoro, consapevole delle possibili conseguenze che potrebbero esserci per un atto che «comunque sarà annullato dalla Chiesa», ha detto il sacerdote rivolgendosi agli sposi. Ma anche un atto che «non cambia la realtà: voi siete una coppia di credenti - ha aggiunto - che vive nella chiesa il suo essere coppia e questo il Dio della Vita benedice e accarezza».
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26/10/2009