BERLINO Tre settimane di trattative ed ecco vedere la luce il secondo governo di Angela Merkel. Un caolizione tutta di centro destra che vede la Cdu unita ai Liberali di Guido Westerwelle, il vero vincitore delle ultime elezioni. Il Merkel bis è l'esecutivo delle pari opportunità. Una donna, per la seconda volta, alla guida del Governo. Il ministro degli Esteri, suo vicecancelliere, gay. Nell'Esecutivo, poi, ben quattro signore di cui una con sette figli. Un asiatico, il primo della storia a entrare nella squadra che regge le sorti del Paese. E un ministro disabile, in sedia a rotelle. L'intenzione, cui l'Italia dedica un ministero, di garantire la realizzazione delle persone a prescindere da genere, orientamenti sessuali, differenze razziali e di abilità fisica, si realizza nella grande Germania. Grazie a un popolo, oggi di ampie vedute, sul quale pesa ancora come un demone la più grande manifestazione di razzismo della storia, il nazismo. Un cancelliere donna non fa più notizia. Ma quattro anni fa, quando sconfisse un avversario tacciato di maschilismo come Gerard Schroeder, lasciò il segno su quanto i tedeschi hanno di più caro: la lingua. La parola 'Bundeskanzlerin' ('cancellierà, appunto), fu coniata proprio per lei, e fu eletta lemma dell'anno. Al femminile non era stata pronunciata, nè immaginata, mai. La affianca oggi Guido Westerwelle, leader dei liberali, 47 anni, vero vincitore delle elezioni federali, (ha portato l'Fdp al 14,6%). Al momento del trionfo ha ringraziato pubblicamente il suo compagno. Fece outing diversi anni fa, e oggi è il primo ministro degli Esteri omosessuale dichiarato della storia tedesca. Esempio riuscito d'integrazione è poi il neoministro della Salute: il giovanissimo Philipp Roesler, 36 anni, nato in Vietnam e poi adottato da una famiglia di Hannover. Infine, nella squadra di governo, il veterano Wolfgang Schaeuble (Cdu), 67 anni, dal 1990 su una sedia a rotelle. Fu vittima di un folle che gli sparò in un attentato che lui però, tempra tostissima, classifica come «incidente». Un governo con un programma ben chiaro: tTagliare le tasse soprattutto alle imprese, resistere in Afghanistan, continuare col nucleare. Il taglio delle tasse è uno dei punti cruciali del programma del nuovo governo. La misura sarà attuata a partire dall'anno prossimo e riguarderà le imposte sulle imprese e la tassa di successione. Allo stesso tempo, sarà varato un aumento degli assegni familiari. Altri alleggerimenti fiscali rilevanti prenderanno forma nel 2011 e riguarderanno le famiglie più bisognose per un totale di 24 miliardi di euro fino al 2013. Afghanistan e disarmo, sono i tre punti fondamentali attorno a cui ruoterà la politica estera del nuovo governo. Sull'entrata della Turchia in Europa, Fdp e Cdu non hanno ancora trovato una posizione comune. I liberali, infatti, non hanno nulla in contrario alla possibilità che i turchi possano entrare nell'Ue e sono intenzionati a proseguire i negoziati, mentre il partito della Merkel non vuole andare oltre una forma di partenariato «speciale» per Ankara.
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25/10/2009