Il presidente americano Barack Obama ha dichiarato la febbre suina provocata dal virus A H1N1 una emergenza nazionale. La firma della dichiarazione da parte del presidente, annunciata dalla Casa Bianca, permetterà di migliorare i piani di emergenza contro l'epidemia su tutto il territorio. La settimana scorsa le autorità sanitarie americane avevano annunciato che l'influenza si è diffusa in oltre 40 stati, con oltre mille decessi collegati al virus. Come accade quando un uragano si avvicina alla costa, la dichiarazione di emergenza nazionale da parte del presidente permette tra l'altro alle autorità sanitarie di bypassare alcuni adempimenti previsti dalle norme federali. Sempre la settimana scorsa era stata ventilata la possibilità di ritardi nella consegna dei vaccini anti-influenzali. Anne Schuchat, dei CDC (centri di controllo e prevenzione) di Atlanta, aveva annunciato che per la fine del mese di ottobre saranno disponibili solo 28-30 milioni di dosi, invece dei previsti 40 milioni. La nuova dichiarazione ora permettera' l'attivazione dei programmi sociali di emergenza, l'apertura di strutture nuove e rendera' piu' facile ai dipartimenti locali la gestione. La scorsa estate il presidente Barack Obama aveva stanziato più di un miliardo e ottocentomila dollari stanziati per bloccare la nuova influenza. Questo miliardo e ottocento milioni, il governo federale lo ha impieghato per aumentare la fornitura del principio attivo antigene da cui ricavare il vaccino e per avviare un programma di aiuti alle persone colpite dal virus. Nel periodo estivo, pur di bloccare focolai di possibili epidemie del virus, sono stati chiuse decine di campi estivi per ragazzi e bambini americani. I dati ufficiali dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie di Atlanta parlano di più di 50 campi per bambini chiusi in oltre 20 Stati dell'Unione per casi accertati del contagio con il virus H1N1 ma si sospetta che i campi che stanno mandando a casa all'ultimo momento i ragazzini siano centinaia. Lo stato di emrgenza arriva proprio durante l'aspro dibattitto sula riforma sanitaria nazioanle. riforma sulla quale il presidente Obama si gioca gran parte del suo prestigio in questa prima metà del mandato.
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25/10/2009