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Facendo doppio click su una qualsiasi parola presente nell'articolo, sarà visualizzata la definizione della parola, così come è stata pubblicata all'interno del Vocabolario della Lingua Italiana Zingarelli 2010.
Alla fine del riquadro di spiegazione ne sarà proposta anche la traduzione in inglese, ripresa dal lemmario Italiano-Inglese del Ragazzini 2010.

"È apologia di reato, se non peggio", ha detto a L'Aquila il ministro dell'Interno. "La demonizzazione quotidiana del premier può sfuggire dal controllo".
La pagina Facebook contenente le minacce al premier Silvio Berlusconi verrà chiusa e tutti coloro che sono intervenuti verranno denunciati alla magistratura. Lo ha detto il ministro dell'Interno Roberto Maroni in visita all'Aquila, presso la sede della Prefettura, nella sede della Guardia di finanza di Coppito.
«C'è una massima attenzione delle forze dell'ordine che deriva da questi fatti», ha detto Maroni, aggiungendo: «Non credo che in nessun paese del mondo qualcuno possa scrivere su un sito "uccidiamo il premier"».
«Abbiamo dato disposizione perchè questo sito venga chiuso e tutti coloro che sono intervenuti sul sito vengano denunciati alla magistratura». Per Maroni, quanto è accaduto, «è apologia di reato, se non peggio».
Della questione, ha ricordato il ministro, si è discusso ieri nel corso del Comitato per l'ordine e la sicurezza, al quale era stato invitato anche il ministro della Giustizia Angelino Alfano, per discutere del piano straordinario in dieci punti contro la criminalità organizzata che è in fase di messa a punto. Per Maroni, le minacce al premier sono riferibili a «un problema di cultura. È una cosa sconvolgente -ha aggiunto il ministro- se passa il principio che si possono scrivere queste cose impunemente c'è il rischio che poi a qualcuno venga in mente di metterle in atto».
«C'e un'azione quotidiana e capillare di denigrazione del presidente del Consiglio - ha detto il ministro dell'Interno - che può portare qualche mente malata ad ipotizzare azioni di questo tipo». La demonizzazione dell'avversario, conclude Maroni, «rischia di sfuggire dal controllo.»
22/10/2009