| HOME | POLITICA | INTERNI-ESTERI | ECONOMIA | SPORT | SPETTACOLI | PIZZI..cati channel | VIAGGI | HI TECH | SHOPPING | MULTIMEDIA | SONDAGGI | LAVORO |
Il leader libico esordisce al Palazzo di vetro con un discorso "oversize". "Non coopereremo mai con la Carta Onu" ha detto il colonnello respingendo la Carta delle Nazioni Unite.
Dopo aver peregrinato di prato in villa, alla ricerca di un luogo per piantare la sua tenda, senza risultati, il leader libico Muammar Gheddafi ieri si è ripreso i suoi «spazi» sforando di gran lunga i tempi previsti per l'intervento al Palazzo di Vetro. Vestito con un kaftano tabacco, con una spilla che raffigura l'Africa sul petto, il colonnello ha tenuto un discorso di un'ora e trentacinque minuti, contro i 15 previsti.
Fin dall'inizio, Gheddafi ha espresso la sua ammirazione per l'assente Barack Obama, congratulandosi per il discorso che il Presidente aveva tenuto poco prima: "É un raggio di luce nel buio - ha detto- saremmo contenti se fosse presidente per tutta la vita, ma siccome questo non può succedere, nessuno può garantire l'America». Nel suo intervento Gheddafi ha respinto la Carta delle Nazioni Unite, sbandierandola davanti alla platea e facendo cenno di strapparla: "Non coopereremo mai con la Carta Onu" perché è stata creata dopo la seconda guerra mondiale da tre nazioni, senza rispettare i diritti di altri paesi.
Poi la proposta di spostare la sede dell'Onu da New York, con la prossima Assemblea Generale magari a Delhi o a Pechino. Il colonnello ha parlato anche dell'abolizione del Consiglio di sicurezza, a meno che non sia eliminato il diritto veto con un seggio all'Unione africana. Gheddafi, parlando dell'immigrazione libica in Europa, ha sottolineato il riconoscimento da parte dell'Italia del torto per le sofferenze imposte al suo popolo e il risarcimento con la «costruzione di ospedali e infrastrutture». Il conto delle potenze coloniali? Ammonterebbe a 7,73 miliardi di dollari.
Veronica Moro
24/09/2009