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L'ennesimo colpo di scena nell'inchiesta sull'omicidio di Garlasco: una nuova perizia potrebbe aggravare la posizione dell'unico indagato Alberto Stasi, il fidanzato di Chiara Poggi accusato di aver ucciso il 13 agosto 2007 la ragazza nella sua abitazione

Le analisi effettuate dal collegio peritale nominato dal gup Stefano Vitelli, infatti, dimostrerebbero che le macchie di sangue sulla scena del delitto hanno un'estensione maggiore di quella riscontrata finora dai consulenti di parte, sia dell'accusa, sia della difesa di Alberto Stasi.

In pratica la sostanza ematica avrebbe coperto una superficie del 20-30% superiore rispetto a quanto era stato appurato finora. Considerata questa maggiore estensione, se è vero che l'ex bocconiano ha camminato sulla scena del delitto prima di scoprire il cadavere di Chiara lungo le scale della taverna di casa della ragazza, sulle suole delle sue scarpe sarebbe dovuto rimanere del sangue, o per lo meno tracce di dna della vittima, che invece non c'erano. La parte civile avrebbe girato un film sul luogo del delitto che dimostrerebbe come Alberto Stasi avrebbe potuto avere il tempo di compiere materialmente l'omicidio e fuggire in bicicletta nei 26 minuti di «buco» (tra le 9.10 e le 9.36) la mattina in cui è avvenuto il delitto. Non è un dettaglio di poco conto se si considera l'alibi di Stasi che secondo otto esperti informatici «ha acceso il computer alle 9.36, ha guardato filmini e immagini pornografiche dopodiché ha salvato più volte file di Word (presumibilmente parti della tesi) fra le 10.20 e le 12.20». Chiara Poggi, quel 13 agosto 2007, ha disattivato l'allarme di casa alle 9.10. Gli inquirenti volevano capire se Stasi, da quell'ora alle 9.36, cioè 26 minuti, avesse potuto raggiungere la villetta di Garlasco, uccidere e tornare a casa e mettersi al computer. Il film girato dalla parte civile lo confermerebbe. La scoperta delle nuove chiazze di sangue emersa durante le elaborazioni effettuate dal professor Nello Balossino, docente associato di elaborazione di immagini presso il dipartimento d'informatica della facoltà di Scienze dell'università di Torino, ha contribuito così a far slittare di due settimane (dal 30 settembre al 14 ottobre) il deposito della perizia chiesta dal giudice.

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24/09/2009










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