Il Tempo - Interni Esteri
Rassegna stampa
HOME POLITICA INTERNI-ESTERI ECONOMIA SPORT SPETTACOLI PIZZI..cati channel VIAGGI HI TECH SHOPPING MULTIMEDIA SONDAGGI LAVORO
Roma Latina Frosinone Lazio Nord Abruzzo Molise ABBONAMENTI CASE FINANZA

Dipartimento penitenziario

Carceri, l'alta sicurezza resta per i mafiosi non per gli spacciatori

Il regolamento emanato lo scorso aprile dal Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria per ridefinire il circuito carcerario dell'alta sicurezza ha dato il via a una serie di trasferimenti che però non riguarderanno i detenuti provenienti dal 41 bis (il regime di carcere duro per i mafiosi più pericolosi) per i quali restano in vigore misure più ferree rispetto alla detenzione comune.

Ad assicurarlo è il Dap che smentisce quanto sostenuto dal sindacato Osapp, secondo cui, a causa del sovraffollamento anche nei reparti di alta sicurezza, sarebbe in corso il trasferimento di 1.500 detenuti ex 41 bis nelle sezioni ordinarie. A lasciare l'alta sicurezza (ora classificata di primo livello, destinata agli ex 41 bis, di secondo livello, per i terroristi anche di matrice internazionale, e di terzo per i capi e promotori di traffico di stupefacenti) saranno non i mafiosi ma - sottolinea il Dap - solo «tossicodipendenti e stranieri» che si trovano in carcere per fatti di droga ma che non hanno ruoli di vertice nelle organizzazioni criminali. Il Dap spiega infatti che l'ultima circolare sull'alta sicurezza (che ha abolito il regime di alta vigilanza) va letta congiuntamente a quella del 2007: solo così - viene fatto notare - si può comprendere l'intento di correggere un sistema in vigore dal 1998 «in base a cui nel passato un detenuto mafioso che aveva finito di scontare il 416bis (reato di associazione mafiosa, ndr), anche se ristretto per omicidio o estorsione aggravate dall'agevolazione o dal metodo mafioso, continuava a stare tra i comuni». L'effetto delle nuove misure - viene aggiunto - sarà quello di «riportare dentro il circuito dell'alta sicurezza tutti i mafiosi, molti dei quali in passato venivano inseriti nel circuito ordinario se stavano scontando pene, o porzioni di pena, per fatti diversi dal 416 bis. Parallelamente sono stati ricondotti nel circuito ordinario i soggetti 'non mafiosì». Nessuna iniziativa è stata presa per i detenuti in 41bis (il regime carcerario più duro, dove attualmente si trovano circa 630 detenuti).

Vai alla homepage

22/09/2009










Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro